Premessa

La Presente relazione ha lo scopo di illustrare i rischi che una nuova struttura ospedaliera, programmata alcuni decenni orsono e rimasta sulla carta, oggi possa trovare una realizzazione in un contesto completamente mutato, in cui il rapporto costo beneficio è diventato del tutto sfavorevole. 

L'oggetto di questo ragionamento è il nuovo ospedale di Narni-Amelia il cui progetto prevede l’edificazione, in un’area impervia ubicata in piena campagna (Cammartana - Frazione di Narni), di una struttura di quasi 200 posti letto da distribuire tra acuzie, post acuzie e  letti tecnici.

L’utilità sociale di questo investimento viene contraddetta dalle questioni seguenti, che saranno sviluppate nel dettaglio più avanti:

  1. L'azienda sanitaria Umbria 2 attualmente è dotata di quattro presidi ospedalieri (Foligno, Spoleto, Narni Amelia e Orvieto) e presenta una situazione di equilibrio economico finanziario molto precaria. 
  2. La riduzione del ricorso alla ospedalizzazione, da oltre dieci anni, sta assumendo una tendenza progressiva e costante. In Umbria si è ridotta del 30% la casistica dei ricoveri tra il 2013 ed il 2023, nel Presidio Narnese Amerino è addirittura crollata di circa due terzi (oltre il 60%). 
  3. Negli ultimi decenni si è registrata anche una mutazione della domanda di assistenza ospedaliera per patologie a decorso acuto attribuibile all'invecchiamento della popolazione. La riduzione delle patologie acute, trattabili in ospedale, ha avuto come contrappeso l’incremento delle patologie croniche, trattabili più appropriatamente a livello territoriale. Per questa ragione è divenuto anacronistico pensare di fornire risposte alla crescente domanda di salute programmando nuovi ospedali.
  4. Secondo le stime degli attuali amministratori regionali il nuovo ospedale di Narni-Amelia, di cui non c’è traccia del cantiere, dovrà aprire nel 2031.
  5. Per quella data non si sa quali e quante saranno le risorse umane che potranno essere proficuamente trasferite dalla sede attuale a quella nuova. La modestissima attività odierna e la scarna dotazione organica fanno ritenere molto probabile un cospicuo incremento nel fabbisogno di personale (sanitario, tecnico, amministrativo etc) per rendere funzionanti i quasi 200 posti letto programmati. Oggi l'intero presidio attualmente funziona con circa 25 letti per acuti a Narni, mentre quello di Amelia risulta già convertito a struttura territoriale.
  6. Tutt’altro che trascurabili sono gli oneri per il canone di locazione, che dovrà essere riconosciuto all’INAIL, si parla di circa 3,5 milioni di € l’anno. Rimane incomprensibile, dal punto di vista della convenienza, la scelta delle amministrazioni presenti nell’Accordo di programma che hanno rinunciato nel 2022 al contributo a fondo perduto ex art. 20 L. 67/88.
  7. Risulta in fase di avanzata elaborazione il nuovo Piano Sanitario Regionale, che dovrebbe fare chiarezza su questa vicenda. A tale riguardo non si comprende, invece, la fretta di accelerare la definizione degli accordi contrattuali con INAIL da parte di alcuni amministratori regionali prima della discussione ed approvazione del PSR, che potrebbe riservare qualche ripensamento in merito.
  8. I dati più recenti forniti da AGENAS sull’ospedale di Narni evidenziano una attività monopolizzata dall’osteomuscolare. Questo dato stride con la domanda di salute del vasto territorio di riferimento, come il Comprensorio Narnese Amerino di circa 50.000 abitanti, che non esprime solo patologie osteomuscolari. Purtroppo, il profilo di questo ospedale è andato nel tempo  a coincidere sempre di più con quello delle Case di cura che selezionano i pazienti in base alle patologie. Il risultato di ciò è la assoluta mancanza di integrazione con la rete ospedaliera territoriale. L’ospedale di Narni sembra fare partita a sé, autoescludendosi dai processi assistenziali tipici della cronicità che, invece, dovrebbero costituire la sua mission come ospedale di base. 
  9. I tempi di percorrenza, per il raggiungimento dei due presidi ospedalieri dell’emergenza più vicini Terni ed Orvieto, risultano accettabili da parte della popolazione residente nel comprensorio Narnese-Amerino, come già del resto avviene oggi e come confermano i flussi di utenza attuali.
  10. I costi del quado economico approvato nel 2021 (84 milioni di €) e confermati nella Deliberazione n 178 della ASL2 del 31/1/2026, stazione appaltante, non sembrano allineati con le ulteriori richieste, per complessivi 40 milioni di €, annunciate dall’amministrazione regionale per coprire gli acquisti delle apparecchiature e le richieste avanzate da INAIL.

Tutte queste considerazioni, nel loro insieme, sono qualcosa di più di un errore strategico di visione prospettica, ma possono configurarsi come un vero e proprio danno a carico della collettività. Ciò che le amministrazioni (sanitarie e non) hanno trascurato sino ad oggi è la mancata vigilanza sulle piccole strutture ospedaliere, sancita dal DM 70/2015, e soprattutto non avere contrastato i disservizi che hanno subito i cittadini residenti nel comprensorio Narnese-Amerino e la conseguente congestione determinatasi nei confronti dell’Azienda Ospedaliera di Terni, in primis nel Pronto Soccorso.

Il DM 70/2015 e le piccole strutture ospedaliere

Il DM 70/2015, non rappresenta un semplice atto amministrativo di emanazione ministeriale, ma dal punto di vista giuridico ha valore di legge in quanto è scaturito dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ed in particolare ne rappresenta l’attuazione dell'articolo 15, comma 13, lettera c). Essendo la materia trattata di interesse concorrente tra Stato e Regioni la stessa è stata oggetto di apposita Intesa nella Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

I contenuti del DM70/2015, pertanto assumono un carattere prescrittivo finalizzato al mantenimento dell’equilibrio nei conti pubblici delle singole Regioni e dello Stato nel suo complesso.

Il DM 70/2015 prevede per le piccole strutture ospedaliere pubbliche una radicale riorganizzazione, puntando su reti cliniche e Hub & Spoke. Impone un tetto di 3,7 posti letto per 1000 abitanti (di cui 0,7 per lungodegenza/riabilitazione), incentivando la riconversione di presidi minori in Ospedali di Comunità o strutture di degenza territoriale, rafforzando l'integrazione ospedale-territorio.

La definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, ha lo scopo di rendere le reti ospedaliere regionali  adeguate ai nuovi bisogni.

Nel paragrafo 3.1 dell’Allegato 1 al DM 70/2015 si legge che “gli standard fissati definiti nella Legge 135/2012, relativamente ai posti/letto (3.7/1000 abitanti) ed al tasso di ospedalizzazione (160/1000 abitanti), sono conseguibili, intervenendo concretamente sull'indice di occupazione del posto/letto che deve attestarsi su valori del 90% tendenziale e sulla durata media di degenza, per i ricoveri ordinari, che deve essere inferiore mediamente a 7 giorni”.

Nel paragrafo 4.7 dell’Allegato 1 al DM 70/2015  si legge ….. nella attuazione delle procedure di riconversione e di accreditamento della rete ospedaliera in applicazione dei criteri di cui sopra, le regioni e le province autonome dovranno:

- identificare, in relazione alle risorse disponibili, le strutture che possono svolgere le funzioni assistenziali identificate, per garantire le soglie di volume e di esito stabilite;

- definire modalità e tempi di attuazione degli interventi di riconversione;

- identificare strutture (Ospedali ed Unità Operative in relazione allo specifico requisito) per le quali non sono determinabili condizioni ed interventi che consentano il rispetto dei requisiti di volume ed esito rispetto al volume complessivo e di attività e per le quali pertanto si determinano le condizioni per la disattivazione;

- adottare procedure di controllo e audit clinici ed organizzativi per prevenire i fenomeni opportunistici di selezione dei pazienti e/o di inappropriatezza, prevedendo le relative misure sanzionatorie

A tale riguardo non possono non rilevarsi delle anomalie nell’indice di occupazione dei posti letto nell’ospedale di Narni. Il DM dispone un valore tendenziale del 90%. Se si prende in esame la tabella n 8 (Allegato n 1), edita dalla Giunta regionale nel Libro Bianco approvato con la DGR 134/2021, in cui sono riportati alcuni indicatori di attività degli ospedali umbri riferiti al 2019, si nota con sorpresa che l’ospedale di Narni fa registrare un indice di occupazione dei posti letto elevatissimo pari al 92,8%. Quindi apparentemente oltre l’obiettivo del 90% stabilito dal DM 70. Il problema è che questo indice è stato calcolato solo su una frazione dei posti letto pari a 28,7. La programmazione regionale in realtà assegnava nel 2019 all’ospedale di Narni 79 posti letto per acuti.

Se alla dotazione dei posti letto totali (79) si sottraggono quelli utilizzati (28,7) ne risultano 50 che sono rimasti del tutto inutilizzati nel corso dell’anno.

La situazione di Amelia non è diversa, infatti ad un indice di utilizzo elevatissimo 94,4% corrisponde un numero di posti utilizzati nell’anno pari a 13,9. I posti totali attribuiti dalla programmazione regionale risultavano nel 2019 pari a 50, quindi i letti rimasti vuoti nell’intero anno erano 36.

In entrambi gli ospedali i letti vuoti, rispetto a quelli operativi, sono la maggioranza. Nel primo caso quasi il doppio, mentre nel secondo caso quasi il triplo. L’ospedale di Amelia nel 2023 è stato convertito in Ospedale di Comunità.

Il tasso di utilizzo si calcola conteggiando al numeratore tutte le giornate di degenza consumate in quella struttura, mentre al denominatore va messo il numero annuo di giornate potenziali della struttura, che si ottiene moltiplicando per 365 il numero dei letti. A parità di giornate più è basso il denominatore più il rapporto tende a crescere, come si è visto nei casi appena descritti.

Utilizzando i posti letto reali i tassi di utilizzo negli ospedali di base scendono quasi ovunque al di sotto del 50%.

Questi dati si riferiscono alla situazione pre-pandemica, quando la situazione poteva essere più favorevole di quella attuale. L’inconsistenza della casistica dei ricoveri annuali rende superfluo qualsiasi ragionamento in termini di volumi ed esiti.

Sulla base di questi dati la Regione dovrebbe procedere alla riconversione dell’ospedale di Narni come è già stato fatto per quello di Amelia.

Va ricordato infine che il DM 70/2015 a partire dal 1° gennaio 2015, ha introdotto  una soglia di accreditabilità e di sottoscrivibilità degli accordi contrattuali annuali per le strutture private, a maggior ragione valevole per quelle pubbliche, non inferiore a 60 p.l.. Dichiarare una attività annua svolta al di sotto dei 30 posti letto implica per un ospedale pubblico una autoesclusione dall’accreditamento.

Il calcolo dell’indice di utilizzo che la tabella 8 precitata riserva alle strutture private, invece, sembra essere fatto tenendo a denominatore il numero dei posti letto programmati, tanto che i valori di tutte le strutture oscillano intorno al 20%.

Evoluzione storica del presidio di Narni Amelia

Con il riordino della rete ospedaliera regionale avvenuto alla fine degli anni 90,  a seguito dell'atto deliberativo del Consiglio regionale numero 311 del 1997, hanno cessato di esistere come ospedali autonomi e sono diventati due stabilimenti riuniti in un unico presidio, in cui l'attività chirurgica si concentrava prevalentemente sull’ospedale di Narni mentre quella internistica si concentrava prevalentemente su quello di Amelia. 

A seguito di questa riforma l'evoluzione naturale appariva quella di fare un unico presidio per superare la vetustà delle due strutture ospedaliere. Ci fu un lungo braccio di ferro per trovare una sede che potesse andare bene ad entrambe le municipalità, alla fine dopo anni di tentennamenti è stato trovato un accordo nella località Cammartana, frazione del Comune di Narni. 

Il percorso per il nuovo ospedale e gli accordi di programma

La storia di questo ospedale è disseminata di accordi di programma sistematicamente scaduti e successivamente rinnovati.

Nella tabella che segue sono riportati i vari Accordi di Programma che si sono registrati nel tempo.

ANNO Data stipula Quadro Economico
2012 13/03/2012 54.980.340,77
2014 10/10/2014 54.980.340,77
2017 13/10/2017 58.056.181,12
2021 08/02/2021 84.502.728,97

Questi Accordi hanno visto protagonisti la Regione Umbria, l'Azienda Sanitaria Locale (Prima ASL 4 poi diventata ASLUmbria2), la Provincia di Terni, il Comune di Narni e il Comune di Amelia.  E’ da notare che il Ministero della salute - dipartimento della programmazione e dell'ordinamento del servizio sanitario nazionale- in data 14 Aprile 2014, in merito alla relazione concernente la realizzazione del nuovo ospedale di Narni Amelia allegata alla delibera di Giunta regionale numero 1283/2013 trasmessa dalla Regione Umbria, ha accolto le motivazioni ed i principi che sottendono la costruzione del nuovo ospedale in argomento, ovvero l'appropriatezza dell'intervento, la sostenibilità finanziaria, il mantenimento dei Lea e la qualità dell'offerta, inviando la medesima relazione al nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici in sanità.

A giudizio di chi scrive questi 4 principi sembrano essere progressivamente venuti meno per le motivazioni che seguono:

Relativamente alla appropriatezza dell'intervento va detto che nell’arco di poco più di dieci anni ci sono stati importanti cambiamenti di natura demografica ed epidemiologica, che hanno visto da un lato ridursi in maniera piuttosto imponente la popolazione umbra, compresa la Provincia di Terni, insieme ad un mancato ricorso da parte della popolazione all'assistenza ospedaliera del Presidio Narnese-Amerino. Il dato preoccupante è il numero dei ricoveri che si sono ridotti di oltre il 67%, mentre nella Regione Umbria, come descritto nella tabella che segue, il trend medio di riduzione è stato di circa il 30%.

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I dati più recenti rivelano una attività complessiva del presidio di Narni-Amelia molto bassa, che non è in linea con la consistenza demografica del territorio Narnese-Amerino (49243 residenti). I ricoveri nel corso 2023 e nel 2024 sono stati rispettivamente 1996 e 2413, con una particolare esuberanza dei ricoveri diurni (46 % e 32%).  Il tasso di ospedalizzazione riferito ai residenti nei due anni più recenti presso il presidio di Narni-Amelia è risultato compreso tra il 40 ed il 49 per mille che è un valore particolarmente basso se confrontato agli altri presidi ospedalieri della stessa ASL.

Ad Orvieto, ad esempio, il tasso annuale specifico di ricovero parametrato sulla base della consistenza demografica comprensoriale è risultato pari al 138 per mille; mentre a Spoleto sfiora il 90 per mille.

Questo problema emerge non solo dal confronto con gli altri ospedali ma anche dal confronto con la propria performance di anni precedenti. In particolare, nel 2004 il Presidio ospedaliero di Narni-Amelia garantiva quasi 6000 ricoveri, a quell’epoca il tasso di ospedalizzazione sfiorava il 120 per mille, che è un valore congruo per il territorio, tenuto conto della vicinanza dell'azienda ospedaliera di Terni.

Una domanda assistenziale così flebile pone un serio interrogativo su come  rilanciare una struttura che ha perso i rapporti con il proprio territorio. Ci saranno problemi anche per l’arruolamento di professionisti di valore che dovrebbero essere il motore del rilancio del nuovo ospedale. 

La perdita di rapporto con il territorio da parte del Presidio di Narni Amelia lo evidenziano le tabelle seguenti, estratte dal bilancio relativo al 2024 della ASL Umbria 2, in cui viene descritta la mobilità di ricovero endoregionale praticata dai residenti nei sei Distretti in cui si articola la ASL.

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L’utilizzo da parte della popolazione residente nella ASL Umbria2 dei Presidi ospedalieri di riferimento è molto alto, superando quasi ovunque la soglia del 70%, con punte fino all’84% per i residenti su Terni nei confronti dell’Azienda Ospedaliera. L’unico territorio dove l’utilizzo del proprio presidio crolla con valori di utilizzo molto bassi, che si collocano tra il 23 ed il 26% è quello di Narni.

Il dato di fatto è che il perdurare della inaccessibilità del Presidio di Narni alla popolazione, ha costretto quest’ultima a rivolgersi altrove. Solo alcuni amministratori pensano, con superficialità, che bastino le mura nuove e l’acquisto di tecnologie di moda per ricostituire un rapporto di fiducia con la popolazione che non c’è più.

Relativamente alla sostenibilità finanziaria sono significativi i dati desunti dal bilancio 2024 della ASL2 riferiti nella tabella che segue in cui vengono riportati i volumi dell’attività ospedaliera valorizzata in relazione al tipo di DRG prodotti da ciascun ospedale. I dati si riferiscono solo ai ricoveri ordinari e non tengono conto delle degenze in Day Hospital.

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Il confronto riguarda il 2023 ed il 2024. Non si può non rimarcare che il presidio ospedaliero con minore attività, rispetto ai quattro che compongono la ASL Umbria2, sia proprio quello di Narni Amelia.

Questa debolezza lo rende vulnerabile soprattutto in prospettiva futura, perché il canone di locazione, che l'INAIL richiederà, non sarà inferiore a tre milioni di euro annui, per cui è molto improbabile che il nuovo Presidio ospedaliero di Narni Amelia sia in grado di autosostenersi dal punto di vista economico. La rata di locazione (3,5 milioni di €), infatti, da sola assorbe circa la metà dei presunti ricavi (7,4 milioni di €). I ricavi sono solo presunti in quanto non corrispondono ad una fatturazione attiva dell’ASL, infatti, essi rappresentano solo una valorizzazione economica delle prestazioni erogate a beneficio dei propri residenti. Se si sommano i costi del personale, dei farmaci, dei dispositivi medici e degli altri consumi emerge un quadro di evidente insostenibilità. 

Questo risultato così misero molto probabilmente è dovuto al cambio di vocazione del Presidio, avvenuto al di fuori di qualsiasi programmazione regionale, che negli ultimi anni ha circoscritto la propria attività, in maniera pressoché esclusiva verso l’ortopedia protesica. Tale scelta inevitabilmente trascina con sé anche i costi delle protesi che vanno a gravare ulteriormente sui conti della struttura. La spesa per le protesi è un fattore produttivo ad alto assorbimento di risorse, monitorato attentamente nella contabilità analitica (o per centri di costo) dei reparti di ortopedia e traumatologia.

Il terzo ed il quarto principio concernono rispettivamente il mantenimento dei Lea e la qualità dell’offerta, possono essere trattati contemporaneamente. 

Per le motivazioni già descritte nel punto precedente si può affermare che il mantenimento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è stato trascurato in maniera preoccupante dal Presidio ospedaliero di Narni-Amelia. Per dimostrarlo basta osservare la scheda (treemap) prodotta da AGENAS per l’ospedale di Narni, quella di Amelia non è reperibile. I dati descrivono una struttura monopolizzata dall’osteomuscolare. In questa tipologia di grafici l’area della disciplina è proporzionale ai volumi della casistica trattata, mentre il colore descrive il livello di qualità (da rosso molto basso a verde scuro molto alto).

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Come si può apprezzare la casistica di chirurgia generale risulta del tutto marginale e di qualità piuttosto scarsa. Questo fatto indica che l’Ospedale di Narni non assicura quell’approccio generalista che un ospedale pubblico di base dovrebbe garantire e non rispetta la mission affidatagli dalla programmazione sanitaria nazionale e regionale. Il profilo che emerge dai dati del PNE (Piano Nazionali Esiti) risulta del tutto sovrapponibile a quello di una casa di cura, in cui si realizza la selezione dei pazienti. 

Questo modus operandi trova riscontro anche nei dati relativi agli accessi al Pronto Soccorso dove i ricoveri da pronto soccorso risultano straordinariamente bassi. In effetti tutta l’utenza non accettata viene indirizzata verso gli ospedali più vicini come l’Azienda Ospedaliera di Terni e l’Ospedale di Orvieto.

Le tabelle che seguono, sempre tratte dal bilancio pubblicato dalla ASL Umbria 2 relativo al 2024 descrivono le attività di Pronto soccorso di tutti i presidi ospedalieri appartenenti alla stessa azienda negli anni 2023 e 2024.

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Come si può facilmente constatare il numero dei ricoveri effettuati dal pronto soccorso del Presidio di Narni-Amelia sono assolutamente risibili. Il massimo lo consegue Narni nel 2023 quando riesce a ricoverare ben 133 pazienti da Pronto Soccorso. Una casistica di 133 ricoveri da Pronto Soccorso vuol dire su base annuale un ricovero ogni 3 giorni.

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L’altra faccia della medaglia di questa situazione è data dal primato del Presidio di Narni-Amelia, rispetto alti altri presidi, nell’invio dei pazienti richiedenti assistenza ad altre strutture ospedaliere.

La situazione appena rappresentata evidenzia come i principi che rendevano fattibile l’intervento di edificazione del nuovo presidio siano ampiamente mutati in senso sfavorevole al quadro rappresentato nel 2013.

Le incertezze programmatiche e la rete ospedaliera

Come è stato visto in precedenza il presidio ospedaliero di Narni Amelia ha subito una metamorfosi, possiamo dire spontanea, non sostenuta da un indirizzo di programmazione sanitaria regionale che lo ha portato ad approdare ad una condizione del tutto sovrapponibile a quella di una casa di cura. 

Questo fatto ha determinato dei riflessi negativi sugli ospedali di Terni e Orvieto, che si sono dovuti sobbarcare una casistica aggiuntiva di utenti provenienti dal territorio narnese amerino, con il conseguente sovraffollamento che soprattutto a Terni si è ormai cronicizzato. Non è un caso che sono stati intrapresi nell'azienda ospedaliera di Terni dei lavori di ampliamento del pronto soccorso.  

Non sono rassicuranti le recenti affermazioni di alcuni amministratori regionali, che ripongono fiducia nel decongestionare l'ospedale di Terni con il nuovo ospedale di Narni Amelia (Allegato 2). Non è tranquillizzante neanche l'idea che il nuovo ospedale di Narni Amelia sia presentato come uno stralcio del futuro ospedale di Terni. Ad integrazione si segnalano annunci di amministratori che, una volta aperto il nuovo ospedale di Narni come soluzione per alleviare il sovraffollamento dell’ospedale di Terni, si lascerebbe all’Azienda Ospedaliera solo l’Alta Specialità, mentre la Medio-Bassa verrebbe trasferita nel nuovo ospedale di Narni; dimenticando che i ricoveri di Alta Specialità non raggiungono i 2.000 l’anno, mentre i ricoveri di Medio-Bassa sfiorano i 20.000. Una condizione del genere determinerebbe la chiusura di Terni. È evidente la grossolana mancanza di una visione consapevole delle questioni assistenziali ed organizzative, che purtroppo si riflette anche negli atti amministrativi.

Va preso atto che in un contesto di riduzione generalizzata della domanda di ospedalizzazione per acuti, questo tipo di strutture sono ormai divenute insostenibili da diversi punti di vista, soprattutto quello economico.

Le incertezze nel quadro economico e il mancato utilizzo, dei fondi ex articolo 20 della L 67/88 e il ripiego a contratti onerosi con INAIL

La DGR 523/2023 (Allegato n 3) è un atto chiave in cui si intrecciano i destini dei due ospedali di Terni e di Narni, soprattutto per ciò che concerne le risorse finanziarie. Questa deliberazione in effetti appare più come una presa d'atto di decisioni già assunte nel 2022, come quella di ricorrere all'INAIL sia per l'ospedale di Narni Amelia che per quello di Terni, per quest’ultimo si prevedeva, a differenza della proposta di project financing, la realizzazione di un ampliamento di 40.000 m quadri con un edificio aggiuntivo.

Nel documento istruttorio della DGR 523 del 2023 si legge: “Successivamente, con nota prot. n. 137932/2022 il Direttore regionale alla Salute e Welfare ha comunicato al Ministero della Salute, a seguito di specifica richiesta ministeriale, che la Regione Umbria intende finanziare l’intervento “Realizzazione Ospedale Narni Amelia”, esclusivamente con i finanziamenti INAIL, per le iniziative di investimento immobiliare di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria”.

Qualche passo più avanti si legge “In data 10/10/2022 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 il D.P.C.M. del 14/09/2022 (Allegato 4) “Programma di investimento per iniziative urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria valutabili dall’INAIL”, che prevede, all’art. 2, l’approvazione, nell’ambito dei piani triennali di investimento dell’I.N.A.I.L., anche dell’intervento di realizzazione dell’Ospedale Narni Amelia, quale ulteriore iniziativa urgente di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria”. 

Nell’allegato C del DPCM viene riportato, accanto all’intervento su Narni-Amelia anche quello di 100 milioni per l’ospedale di Terni.

Dal disposto combinato del Documento istruttorio della DGR 523 del 2023 e dal DPCM n 237 del 14/9/22 risulta evidente che già nel 2022 era tramontata l’ipotesi di utilizzare per l’Ospedale di Narni-Amelia le risorse a fondo perduto ex art 20, per abbracciare l’idea del finanziamento “oneroso” da parte dell’INAIL.

Oneroso perché in realtà si tratta di rimborsare all’INAIL un canone di circa tre milioni di € l’anno per l’affitto della struttura, in alternativa con l’art. 20 ogni onere sarebbe stato a carico dello Stato. 

Di questa possibile evoluzione non vi è cenno alcuno nel Decreto del Sindaco del Comune di Narni n. 3/2021 (Allegato 5), pubblicato nel B.U.R. Avvisi e Concorsi - Numero 10 - del 16 febbraio 2021, in cui si parla di procedere avvalendosi della Azienda USL Umbria 2 quale stazione appaltante dell'Accordo di Programma. 

Lo stesso Decreto Sindacale n 3 del Comune di Narni, approvato in data 8/2/2021, attesta alcune variazioni nelle destinazioni di alcuni servizi senza stravolgimenti di natura tecnica e strutturale, coerentemente (si fa per dire perché la narrazione non corrisponde ai fatti NdR) con la nuova programmazione sanitaria nazionale e regionale ed in linea con gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera (D.M. 70/2015), assetto funzionale approvato con Delibera del direttore generale n 110 del 2 Febbraio 2021 e di seguito riportato:

Destinazione Numero Posti Letto
Acuti ordinari 60
riabilitazione 55
Ospedale di Comunità 20
Terapia Intensiva* 5
totale 140
O.B.I. Pronto soccorso 4
dialisi ambulatoriale 14
posti letto tecnici 16

* In integrazione con l'azienda ospedaliera di Terni, senza modificare il numero complessivo di posti letto di terapia intensiva previsto dalla regione dell'Umbria. (NdR L’Azienda Ospedaliera di Terni non compare tra i sottoscrittori dell’accordo).

Questo Accordo si configura come un colpo di mano a danno dell’Azienda Ospedaliera che si vede privata di 5 posti letto di Terapia Intensiva, a sua insaputa, e non viene detto nulla sui costi del personale e consumi vari.

Con il medesimo provvedimento (Decreto sindacale) è stata approvata la ridefinizione delle modalità di finanziamento e soprattutto della spesa prevista che lievita a 84.502.728,97 €. Questo nuovo importo risulta comprensivo anche di arredi ed attrezzature - incluse grandi apparecchiature - ed esattamente: € 58.895.264,27 per lavori ed oneri di sicurezza; € 18.907.464,70 somme a disposizione - prevedendo tra tali somme anche quelle per la realizzazione dei sottoservizi e le opere di urbanizzazione funzionali all'attività ospedaliera - € 6.700.000,00 per arredi e attrezzature. In sintesi, il quadro delle spese risultava il seguente:

  • 58.895.264,27 per lavori ed oneri di sicurezza;
  • 18.907.464,70 somme a disposizione comprensive di quelle per la realizzazione dei sottoservizi e le opere di urbanizzazione;
  • 6.700.000,00 per arredi e attrezzature.

Totale delle spese    € 84.502.728,97

La copertura finanziaria aggiornata al 2021 risultava la seguente:

  1. 18.578.947,37   - Fondi ex articolo 20 e cofinanziamento;
  2. 65.923.781,60   - Fondi Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Totale 84.502.728,97 €.

In subordine all'ammissione al finanziamento derivante dal PNRR si era programmato l'utilizzo delle seguenti risorse: 

b1 15.923.781,60 Fondi dell'azienda da mutuo bancario

b2 50.000.000,00 – Fondi Delibera CIPE n 51/2019 ex art 20

Con invarianza del Totale pari a 84.502.728,97 €.

Le variazioni sostanziali che caratterizzano detto progetto sono state apportate adducendo due tipologie di motivazioni: ingegneristiche e sanitarie. Sulla genuinità delle prime, ingegneristiche, si possono esprimere riserve, mentre su quelle sanitarie non sussistono dubbi sulla loro infondatezza (si riporta in corsivo la versione presente nell’accordo di programma 2021). 

  1. Una sottostima in fase di progetto definitivo dei volumi delle rocce e terre di scavo con notevoli difficoltà di riallocazione, che si va a ripercuotere in maniera importante nel quadro economico dell'opera (appare poco credibile);
  2. Insorgenza di problemi con la viabilità di accesso che si riflettevano con l'esigenza di formalizzare ulteriori espropri originariamente non previsti (è lecito avere dei dubbi);
  3. Un  cambio di programmazione sanitaria (non confermato dai fatti e dagli atti) che imporrebbe la presenza di un Pronto Soccorso e non di un Primo Soccorso come progettato in precedenza (in realtà già nell’accordo del 2017 compariva l’OBI - Osservazione Breve Intensiva di Pronto Soccorso – segno che il Pronto Soccorso era già incluso nella programmazione. Non solo ma il DM 70/2015 lo prevedeva sin dalla sua pubblicazione il Pronto soccorso come requisito per gli ospedali di base. E’ pertanto insostenibile la tesi della sopravvenuta novità). 
  4. Altra variazione sanitaria “fallace” è la sostituzione della RSA con un Ospedale di comunità (in entrambi i casi si tratta di posti letto territoriali, del tutto intercambiabili, che richiedono bassissimi livelli di assistenza sanitaria, tanto che sono designati a conduzione infermieristica. Il cambio di denominazione non prevede adeguamenti strutturali).
  5. Una Post Anestesia Care Unit (PACU) a supporto delle attività chirurgiche di media ed alta complessità per i soggetti fragili richiedenti ulteriore assistenza di specialisti anestesisti oltre a quelli di sala operatoria; attuando così la specifica funzione di presidio spoke di integrazione con l'azienda ospedaliera di Terni nell'ambito della rete chirurgica. Inoltre detta funzione sanitaria come l'esperienza Covid ha insegnato potrebbe facilmente essere trasformata in terapia intensiva in caso di bisogno. (Questo punto è quello più preoccupante perché capovolge la mission dell’ospedale di base. Il nuovo Accordo di Programma vorrebbe affidare ad un ospedale di base le cure dei pazienti di media ed alta complessità, vanificando dalle fondamenta i presupposti per una logica di rete assistenziale. Il trattamento di pazienti complessi e fragili, infatti, non dovrebbe essere una competenza degli ospedali di base, altrettanto dicasi  per la presenza di una Terapia Intensiva che il DM 70/2015 tassativamente esclude per quella tipologia di strutture. Da notare che nel Decreto Sindacale n 3/2021 sono dichiarati esplicitamente 5 posti letto di Terapia Intensiva in palese contrasto con il DM 70/2015. La DGR 383/2023, a distanza di due anni, nel richiamare l’Accordo di Programma del 2021, descrive in modo diverso gli stessi 5 letti, cioè come destinati al risveglio post operatorio; pertanto non dovrebbero a rigor di logica considerarsi come letti di degenza. Detto in altri termini il paziente che utilizza quei posti letto non avrà una sua cartella clinica. Questa variazione organizzativa non è indifferente dal punto di vista dei costi, infatti, non si può sostenere una turnazione di personale altamente specializzato su numeri risibili di posti letto; ciò rappresenta l’anticamera della insostenibilità finanziaria dei servizi. 

Tutte queste variazioni intervenute nei quadri economici e negli orientamenti sanitari non sembrano essere state sottoposte al vaglio del Ministero della Salute come, invece, era avvenuto nel 2013 per il primo accordo di Programma.

Non viene dato atto di come sia esitato il finanziamento PNRR, tuttavia, l’evidenza è che non sia andato a buon fine. 

Tornando all’Accordo di Programma del 2021 in assenza del finanziamento PNRR, si sarebbe dovuto procedere con il passaggio all’opzione b), cioè mutuo bancario di 15,9 milioni più i 50 milioni di €, dell’art.20 L 67/88 previsti nella Delibera CIPE n 51/2019. Tutto ciò non risulta avvenuto, anzi, l’intero piano economico dell’Accordo di Programma del 2021 è saltato con una semplice lettera del Direttore Regionale alla Salute. Quest’ultimo in realtà ha giocato un ruolo diametralmente opposto all’incarico conferitogli ex articolo 9 dell’Accordo di Programma (Presidente del Collegio di vigilanza per l’esecuzione dell’Accordo stesso).

Ciò che appare assai poco comprensibile in questa vicenda è il silenzio delle altre istituzioni firmatarie dell’Accordo che hanno accettato supinamente, senza opporre obiezione alcuna, questa scelta che non agevola assolutamente l’azienda USL. Quest’ultima da un lato vede sfumare l’onere di un debito futuro (il mutuo da circa 16 milioni), dall’altro però si trova a fronteggiare un canone di locazione di 3,5 milioni l’anno da versare all’INAIL. 

Quindi l’azienda USL viene a rimetterci perché con l’equivalente di cinque anni di affitto avrebbe potuto rimborsare il mutuo e conservare la proprietà della struttura, iscrivendola a pieno titolo nel proprio patrimonio; mentre con l’affitto, invece, ci sono solo perdite importanti a carico della spesa corrente senza avere neanche il possesso della struttura. 

Il fatto ancor più sconcertante è che la Regione non aveva alcuna difficoltà di natura finanziaria in investimenti ex art, 20 in quanto lo Stato aveva già reso disponibili ulteriori risorse, sempre per l’articolo 20, grazie alle leggi finanziarie del 2019 e del 2020. Questi due provvedimenti hanno stanziato complessivamente oltre 60 milioni per la Regione dell’Umbria, come recita la tabella B allegata alla L. 178 del 30 dicembre 2020. 

Per l’Umbria si trattava solo di destinare 16 di questi 60 milioni per garantire la copertura totale ex articolo 20 al nuovo Ospedale di Narni-Amelia, senza indurre l’ASL verso alcun indebitamento.

Ad abundantiam la Legge finanziaria per il 2022, L. n.234 del 30 dicembre 2021, ha previsto un ulteriore rifinanziamento dell’articolo 20 anche per la Regione Umbria che con il DM 20/7/2022, pubblicato sulla GU n 243 del 17 ottobre 2022, si è vista assegnare altri 28,7 milioni di euro.

Quindi se già dal 2021 esistevano risorse a fondo perduto più che sufficienti per sostenere la realizzazione del nuovo ospedale di Narni Amelia, senza ricorrere ad indebitamenti di sorta, non si comprende il ragionamento seguito dalla Regione per spostare sull’INAIL l’intervento per il nuovo ospedale di Narni Amelia. Quale era la convenienza di questa operazione? Nel 2022 vi era piena consapevolezza della disponibilità di tutte queste risorse.

Non solo ma l’altra domanda che sorge spontanea è come verranno spese le disponibilità rimaste sull’art. 20 della L. 67/88. 

Il combinato disposto di contratti di affitto onerosi e risorse a fondo perduto non utilizzate depone per una volontà di gettare al vento risorse finanziarie pubbliche, facendo capitalizzare un soggetto estraneo al SSN come è l’INAIL.

Qualche opacità nei contratti stipulati

In aggiunta alle variazioni che a detta dei progettisti hanno determinato una crescita dei costi descritte in precedenza, meritano una attenzione particolare proprio i costi legati al gruppo di progettazione, direzione lavori e sicurezza.

Con la deliberazione del Direttore Generale della ASL Umbria2 numero 1189 del 10 agosto 2018, è stata approvata la proposta di aggiudicazione, senza contestuale efficacia, dell’incarico afferente ai servizi tecnici per un valore della prestazione professionale (progettazione esecutiva, direzione lavori, misura e contabilità, assistenza al collaudo, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, richiesta di pareri e autorizzazioni comunque denominati) pari ad euro 1.364.395,91 - al netto dello sconto offerto - (Oltre IVA e oneri assistenziali e previdenziali di legge).

Il nuovo quadro economico collegato all’Accordo del 2021 ha fatto salire da 58 ad oltre 84 milioni le spese e le relative coperture, in proporzione ben maggiore sono cresciuti gli oneri per le attività precedente negoziate come voce unica. Nel nuovo quadro queste voci compaiono in maniera disaggregata e con costi molto accresciuti. Questi dati sono presenti nella Deliberazione n 178 dell’Azienda Sanitaria Umbria2 del 31/1/2026 (Allegato n 6). Le voci A2, B6, B6 e B11 del quadro economico allegato  ammontano a 6,2 milioni di €.

Le perplessità sui costi sembrano non finire perché in una nota riferita da (Acs) Agenzia di Stampa del consiglio regionale Umbria del 25 febbraio 2025 (Allegato 7) – L’Assemblea legislativa dell’Umbria – si riporta che :”A seguire Francesco De Rebotti (Pd – assessore) ha fornito la propria lettura e la propria ricostruzione delle vicissitudini legate all’ospedale di Narni-Amelia, aggiornando i consiglieri sul crono-programma e sulle stime finanziarie: avvio di lavori nel 2027, attivazione dell’ospedale tra le fine del 2030 e il 2031; circa 80 milioni per la costruzione, 20 milioni per tecnologie e macchinari, 3.5milioni all’anno per il funzionamento”. Quindi il dato fornito dall’Assessore regionale preposto alla Edilizia sanitaria fornisce un quadro economico molto diverso da quello deliberato neanche un anno dopo dall’Azienda Sanitaria con l’atto n 178 appena richiamato.

Lo stesso assessore in una dichiarazione fatta nel mese di febbraio 2026 a seguito di un incontro con rappresentanti di INAIL, riportata da fonti giornalistiche, afferma che l’INAIL non intenderebbe procedere alla sottoscrizione del contratto perché nel quadro economico mancherebbero 20 milioni di € dovuti a rincari dei prezzi dei materiali di costruzione (Allegato 8). Va detto che il quadro economico come deliberato dall’ASL  è stato aggiornato al prezziario vigente in Umbria nel 2024.

Il totale dei costi “aggiuntivi”, secondo le dichiarazioni dell’Assessore regionale  sarebbero, pertanto, insufficienti per circa 40 milioni di € (20 per le apparecchiature e 20 per i rincari dei prezzi dei materiali edili).

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I posti letto nella programmazione regionale DGR 1399/2023

In Umbria nel 2016 è stato recepito il DM 70/2015 con la DGR n 212 che ha stabilito, applicando l’indicatore del 3,7 per mille residenti, il totale dei posti letto attribuibili alla Regione Umbria è risultato pari a 3237, mentre 7 anni dopo, nonostante una flessione demografica di 40.000 unità, il totale dei posti letto regionali a carico del SSR previsti dalla DGR 1399 è addirittura accresciuto lievitando a 3295, portando l’indicatore al 3,9 per mille. Ovviamente questo dato confligge con la L 135/2012 e con il DM 70/2015 e pone seri dubbi sulla legittimità della DGR 1399/2023.

Di seguito si riportano le tabelle comparative dei posti letto riservati agli ospedali di Narni ed Amelia confrontando i due atti di programmazione della rete ospedaliera regionale.

Quindi nonostante la DGR 1399/2023 abbia incrementato inappropriatamente, in difformità dalla L 135/2012 e del collegato DM 70/2017, i posti letto totali nella Regione, nel Presidio di Narni-Amelia la tendenza si inverte e si passa da 129 a 86 (tra acuzie e post-acuzie) con una decurtazione di ben 43 posti letto. 

Le tabelle confrontano i due atti e ne illustrano i dettagli.

NARNI DGR 212/16 DGR 1399/23 Saldo
Chirurgia Generale 16 12 -4
Medicina Generale 23 14 -9
Ortopedia 20 18 -2
Ostetricia Ginecologia 12 6 -6
Riabilitazione 0 12 12
Oncologia 8 4 -4
79 66 -13

AMELIA DGR 212/16 DGR 1399/23 Saldo
Chirurgia Generale 4 0 -4
Medicina Generale 22 0 -22
Oculistica 3 0 -3
Oncologia 4 0 -4
Riabilitazione 17 20 3
50 20 -30

La penalizzazione maggiore con la DGR 1399/2023 si è abbattuta sulle attività di Medicina Interna negli ospedali di Narni e Amelia, che di fatto nel 2023 vede cancellati 31 dei 43 posti letto, che nel 2016 erano stati attribuiti a questa disciplina.  E’ sconcertante questo quadro in cui la disciplina più vicina alle persone anziane portatrici di patologie croniche venga ridotta a cenerentola dell’assistenza ospedaliera. 

L’aspetto più preoccupante è che la Giunta Regionale, già parte attiva negli Accordi di Programma che dotavano l’Ospedale di Narni-Amelia di almeno 140 posti letto si sia dimenticata l’impegno assunto e apporti dei tagli così consistenti.

La DGR 1399/2023 (Allegato n. 9 e 9 bis con il suo allegato) merita una trattazione a parte. Qui si segnala solo per l’incongruenza con gli accordi di programma relativi all’ospedale Narnese Amerino. La lettura di questo atto può suscitare l’interesse della Magistratura Contabile per lo scarso rispetto della normativa di riferimento in tema di programmazione sanitaria. Si segnalano dei problemi di legittimità sia nella parte istruttoria che nella modalità di adozione come nelle osservazioni (Allegato 10). Alcune Aziende comunque ne hanno recepito alcuni contenuti. 

Il rinnovamento dell'ospedale di Terni

Il risultato netto della operazione sopra descritta, cioè di finanziare l'ospedale di Narni con fondi INAIL avrebbe reso disponibili delle risorse, non molto rilevanti, per la realizzazione del nuovo Ospedale di Terni che avrebbe un onere stimato di almeno 600 milioni di €. 

Tutta la vicenda si ingarbuglia ulteriormente se si tiene conto che nella delibera n 383 della Giunta regionale del 2023, si dava atto contemporaneamente sia che la proposta di project financing era ancora in corso di valutazione da parte dell'azienda ospedaliera; sia che la stessa azienda ospedaliera, già nel 2022, aveva richiesto alla Regione la possibilità di includere nel piano degli investimenti INAIL la realizzazione di un ampliamento di 40.000 m quadri per un importo di circa 100 milioni. 

L'Azienda ospedaliera ha bocciato la proposta di Project Financing nel luglio del 2023, ufficializzando la decisione con atto deliberativo del Direttore Generale. 

Se L'azienda ospedaliera di Terni nel 2022 aveva valutato un'ipotesi di ampliamento della struttura ospedaliera, alternativa al project financing di un nuovo ospedale, è evidente che già esistevano enormi perplessità nei confronti della fattibilità del project. 

L'altra cosa che appare evidente è che l'elaborazione della proposta, in cui si stimava un fabbisogno di 40.000 m quadri per un importo di circa 100 milioni di euro, sia venuta dall'ufficio tecnico dell'azienda ospedaliera.

Va dato atto che questa ipotesi, pur non essendo formalmente adottata con la deliberazione 383/2023 dalla Giunta regionale, perché era in corso di valutazione la procedura di project, è comunque comparsa nel DPCM relativo al piano investimenti INAIL dell'ottobre 2022, precisamente nell'allegato C in concomitanza con l’ospedale di Narni-Amelia. Sulla scorta di questi fatti risulta evidente che l'amministrazione regionale, di fatto, aveva condiviso la proposta proveniente dall'azienda ospedaliera di Terni per un ampliamento della struttura ospedaliera esistente.

Questo orientamento di utilizzare INAIL anche per un ampliamento dell’Ospedale di Terni non solo lasciava intatto, ma addirittura acuiva il problema del mancato utilizzo dei fondi ex art. 20 per Narni.

La nuova amministrazione regionale costituitasi dopo le elezioni di novembre 2024 ha pubblicamente affermato, in più occasioni, che negli archivi dell’amministrazione non erano giacenti proposte per il nuovo Ospedale di Terni, contraddicendo l’allegato C del DPCM n 237/22 in tema di investimenti INAIL.

Il cambiamento radicale operato dalla giunta di centrosinistra rispetto alle ultime proposte Tesei con l'affidamento ad un soggetto esterno lo studio delle aree idonee per l'edificazione del nuovo ospedale a Terni

Con il cambio dell'amministrazione regionale bisogna attendere circa un anno prima di avere un primo orientamento della nuova Giunta nei confronti dell'ospedale di Terni. In coincidenza di una iniziativa presa dal Comune di Terni, in data 13 ottobre 2025, è stato indetto un Consiglio comunale aperto finalizzato a fare il punto della situazione in termini di proposte per migliorare l'ospedale di Terni. In tale sede la Presidente della Giunta ha annunciato che avrebbe incaricato una società esterna per lo studio di alcune aree utili all'edificazione del nuovo ospedale di Terni. 

La ditta incaricata dall'azienda ospedaliera di Terni, su richiesta della Regione, è stata la ditta Binini & partners di Reggio Emilia che in data 20 dicembre 2025 ha illustrato il risultato del proprio lavoro in un evento pubblico tenutosi nei locali dell'ARPA sede di Terni.

Questa presentazione fatta dalla Regione senza il coinvolgimento del Comune di Terni ha creato un conflitto tra le due amministrazioni.

In molti hanno osservato che l’incarico conferito all'Azienda ospedaliera per effettuare un'indagine urbanistica non risultasse molto appropriato con il mandato dell'amministrazione, che ha come scopo la cura dei cittadini, mentre non vanta competenze in ambito urbanistico.  

Desta perplessità anche la scelta dell'Azienda di rivolgersi al mercato, bypassando gli uffici preposti all’urbanistica di Regione e Comune di Terni che in tale materia dispongono di Professionalità e strumentazioni di tutto rispetto per offrire una consulenza dignitosa e soprattutto a costi contenuti, rispetto ai circa 30.000 elargiti alla Binini & Partners srl.

Intorno a questo studio si sta sviluppando una sorta di partecipazione anomala che vede protagonista la Terza Commissione consiliare che per ora ha avviato una serie di audizioni con le forze politiche e anche con i consiglieri del Comune di Terni. 

Non si sa se questo studio svolto da Binini & Partners, in cui compaiono delle stime molto rilevanti di costi, oltre 600 milioni di € sia stato recepito in modo formale dalla Amministrazione regionale o dall’Azienda Ospedaliera.

Al di là del fatto che il meccanismo delle audizioni non consente interazioni tra i consiglieri regionali e gli auditi; quindi, verrebbe a mancare uno dei punti cardine della partecipazione, pertanto, resta poco chiaro quale sia l’oggetto di queste consultazioni.

La stessa decisione di partire con la ricerca di nuove aree edificabili nel Comune di Terni dimostra una volontà implicita di non intervenire sulla struttura esistente, a differenza di quanto riferito nella Deliberazione 383/2023. Resta, infatti, tutta da chiarire la scelta a favore del percorso di ampliamento che la Giunta Tesei aveva inoltrato all’INAIL sia ancora in campo oppure no. 

Per investimenti di così importante valore dovrebbero esserci procedure che valutino diverse alternative progettuali prima di prendere decisioni.

Il quadro che più preoccupa è che la discussione fino ad oggi sia intercorsa solo tra soggetti “politici” bypassando le competenze professionali delle varie amministrazioni interessate. In questa maniera è veramente difficile intravedere soluzioni imparziali, l’unico tecnico coinvolto, infatti, appartiene ad  una impresa privata che come è noto non opera a titolo di beneficenza e risponde a logiche di profitto. 

La possibile interferenza con la nuova sede per l’ospedale di Terni 

Dagli orientamenti che stanno emergendo, a seguito degli incontri avviati dalla III Commisione consiliare, sembra che la scelta del nuovo sito vada a ricadere in aree del Comune di Terni molto prossime ai confini con quello di Narni (Maratta o Campitello).

Se ciò accadesse questa vicinanza fisica potrebbe determinare una possibile interferenza tra i due ospedali, ancora fortunatamente sulla carta, che rischia di sottrarre utenza al nuovo Presidio di Narni- Amelia, pregiudicandone il rilancio. Ciò è prevedibile dal fatto che la popolazione di Narni, che è il Comune più abitato di tutto il comprensorio potrebbe trovare più agevole, ed anche più rassicurante, rivolgersi ad un ospedale con maggiore offerta di prestazioni specialistiche.

Quindi andrebbe fatta una riflessione in tempi rapidissimi, prima di dare l’avvio alla contrattualizzazione con l’INAIL, per realizzare un ospedale che avrà sulle spalle tutte le incongruenze già abbondantemente descritte in precedenza, cui si sommerà la competizione involontaria di un presidio sicuramente più attrezzato e performante.

Potrebbe alla fine risultare più vantaggioso incrementare l’aliquota di posti letto per un ospedale di Terni decentrato che costruire due ospedali vicini ed interferenti come i dati rilevati oggi dimostrano in maniera eloquente.

APPENDICE BININI

Binini, come abbiamo visto, è il responsabile della società incaricata dall’azienda ospedaliera di Terni di eseguire uno studio urbanistico per individuare l'area migliore per insediare il nuovo ospedale di Terni. 

Navigando nel sito della Binini & Partners srl abbiamo potuto constatare che nella città di Roma presso il Policlinico Gemelli la Ditta ha progettato nel 2022 un'opera destinata ad ospitare servizi ambulatoriali e 109 posti letto, quindi molto vicina alle dimensioni dell'ospedale di Narni Amelia. L’aspetto più interessante e contraddittorio è dato dall’importo sostenuto per i lavori che è risultato pari a 34 milioni di euro.

Nel concludere si rammenta che il disallineamento tra il quadro economico deliberato dall’Azienda ASL Umbria 2, stazione appaltante del nuovo ospedale di Narni Amelia, e quanto emerso dalle dichiarazioni dell’Assessore regionale De Rebotti nel 2025 in Consiglio Regionale e recentemente a margine di un incontro con INAIL ammonta complessivamente a 40 milioni di €.  Non è accettabile che il disallineamento sia più grande del costo della intera opera sotto riportata. 

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CONCLUSIONI

Dalla presente relazione emerge un quadro di palese insostenibilità per la realizzazione del nuovo ospedale di Narni-Amelia, dovuto ad una pluralità di fattori.

Nello scorso mese di dicembre il Presidente della Corte dei Conti Antonello Colosimo si è espresso sul nuovo ospedale di Narni-Amelia in maniera molto preoccupata, adducendo dati in larga misura sovrapponibili con le nostre argomentazioni.   Va detto che il Presidente uscente si è basato su alcuni aspetti contabili assolutamente ineccepibili: un investimento di 85 milioni, più un costo annuo di 6 milioni per 25 anni, per un totale di ulteriori 150 milioni, da caricare sull’Usl Umbria 2 che ha già un debito di 140 milioni. 

Nella nostra relazione sono stati evidenziati anche i risvolti funzionali ed i disservizi che una lunga gestione disattenta ha prodotto, portando l’ospedale di Narni a perdere i requisiti qualitativi e quantitativi necessari, previsti dal DM 70/2015, per garantirne un funzionamento adeguato. 

L’esito di tale istruttoria dovrebbe essere quello di una riconversione dell’ospedale di Narni ad Ospedale di Comunità, dal momento che la struttura non è più in grado di garantire gli standard di sicurezza e qualità imposti dalla normativa sugli accreditamenti.

Si sono coltivate aspirazioni da struttura specialistica e trascurati i compiti più semplici che dovrebbero caratterizzare un ospedale di base utile alla sua popolazione.

Il Comprensorio Narnese-Amerino è posto in maniera equidistante da due presidi ospedalieri importanti come Terni ed Orvieto ed i tempi di percorrenza sono relativamente bassi e la viabilità è piuttosto scorrevole, tale da rendere superflua la edificazione di una ulteriore struttura ospedaliera.

Un contributo decisivo all’abbandono del progetto perviene dalle incertezze subentranti a carico del quadro economico; nell’arco di appena un anno si è prodotto un disallineamento di proporzioni enormi, 40 milioni di € su un budget previsto di 84, che toglie ogni speranza di conservare l’Ospedale di Narni tra gli ospedali per acuti della nostra Regione.