Dalla lettura di un recentissimo post pubblicato nella Pagina Facebook dall'azienda ospedaliera di Terni dal titolo “Santa Maria di Terni, avanzano i lavori di miglioramento antisismico della Palazzina C” e dai commenti, piuttosto critici, avanzati da qualche sparuto cittadino si rileva una sostanziale similitudine con quanto viene narrato nella mitologia greca a proposito di Sisifo re di Corinto.

Procedendo con ordine si riporta il testo pubblicato interamente “Proseguono spediti i lavori di miglioramento sismico della Palazzina C, sede della Neurofisiopatologia. Un intervento strategico da 1,3 milioni di euro, finanziato con fondi PNRR e PNC, che sarà completato entro dicembre 2025 e che punta a garantire ambienti ancora più sicuri, moderni ed efficienti per pazienti e operatori.

Il cantiere rientra nel più ampio piano nazionale di messa in sicurezza delle strutture sanitarie e prevede opere di consolidamento strutturale e adeguamento antisismico dell’intero edificio, con una particolare attenzione anche al miglioramento energetico. Un passo ulteriore verso un ospedale sempre più solido, sostenibile e orientato al futuro.

Un rinnovamento che coinvolge l’intero ospedale. Il progetto della Palazzina C si inserisce in un percorso di trasformazione più grande che negli ultimi mesi sta interessando diversi reparti e servizi del Santa Maria. Sono in corso o già conclusi: l’ampliamento del Pronto Soccorso, la riorganizzazione della Terapia Subintensiva respiratoria, la realizzazione dei nuovi ambienti per il Laboratorio Analisi, con chiusura prevista entro fine anno, la ristrutturazione di Ortopedia e Reumatologia, l’attivazione della nuova UFA – Unità Farmaci Antiblastici, anch’essa in fase di completamento entro l’anno, l’arrivo di nuove tecnologie, tra cui il densitometro osseo e l’ortopantomografo di ultima generazione. 

 L’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni continua a investire per migliorare strutture, tecnologie e percorsi assistenziali. Un impegno costante per offrire servizi sempre più efficienti, moderni e sicuri alla comunità umbra e a tutto il territorio”. 

Questo post si colloca a poco più di un mese di distanza dal Consiglio Comunale aperto per discutere le sorti del nuovo Ospedale e dall’affidamento da parte della stessa Azienda Ospedaliera ad una società di ingegneria di altra regione dell’incarico di reperire e valutare dei terreni da destinare alla edificazione del nuovo ospedale di Terni.  L’importo stimato delle risorse finanziarie occorrenti per il nuovo ospedale è stato quantificato in circa 500 milioni.

Il primo dei commenti è stato piuttosto duro e preoccupato perché a suo giudizio si spendono molti soldi per rimodernare l'attuale ospedale, ormai diventato “obsoleto”, mentre si incarica uno studio tecnico in Romagna per trovare la sede per il nuovo ospedale spendendo altri soldi dei contribuenti, che si sono visti aumentare le tasse. Il commentatore conclude con una nota di pessimismo affermando che il nuovo ospedale se va bene se ne vedrà qualcosa tra 20 -25 anni.

Il commentatore non evidenzia un’altra criticità che riguarda la non disponibilità di risorse a fondo perduto per il nuovo ospedale. La Conferenza Stato-Regioni, infatti, in data 23 ottobre 2025, cioè 10 giorni dopo il Consiglio Comunale aperto, ha definito un piano nazionale per la ripartizione delle risorse ex articolo 20 della Legge 67/88, in cui l’Umbria beneficerà dal 2027 al 2036, per tutte le esigenze di edilizia sanitaria di poco meno di 20 milioni di euro.

Per tutta l’Italia il budget complessivo ammonta 1,2 miliardi di euro e quindi appare assai improbabile per l’Umbria ottenere un finanziamento pari a circa la metà del budget nazionale dei prossimi 10 anni, da poter destinare all’ospedale di Terni.

Al di fuori dell’articolo 20, che eroga risorse a fondo perduto, esistono solo forme di finanziamento sotto forma di prestito che ovviamente implicano la restituzione del capitale e degli interessi. A questo punto entra in gioco la capacità di indebitamento dell’Azienda e della Regione Umbria e la sopravvivenza della stessa azienda sotto la ingente pressione debitoria che si verrebbe a creare.

La precedente amministrazione di centrodestra ha fatto anche di meglio, infatti, mentre si inauguravano a fine marzo 2023 nuovi reparti con nuovi posti letto, apparecchiature e spazi come per il reparto di malattie infettive e il nuovo laboratorio di anatomia patologica, per un valore di oltre tre milioni di euro; all’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni si stava valutando di una proposta progettuale di iniziativa privata che prevedeva  la totale demolizione dei servizi appena inaugurati per lasciare spazio ad un cubo di cemento armato di cento metri di lato. 

A distanza di solo otto mesi da questa inaugurazione con Deliberazione di Giunta Regionale n. 1161 dell’8.11.2023 veniva incaricata la Direzione Regionale Governo del Territorio, Ambiente e Protezione Civile di redigere il documento di fattibilità delle alternative progettuali per il nuovo ospedale di Terni, in collaborazione con la Direzione Regionale Salute e Welfare. 

Dopo appena altri tre mesi è intervenuta una nuova Deliberazione regionale la DGR n. 137 del 21 febbraio 2024 con la quale si dava atto che la Direzione Governo del Territorio, per il tramite del Servizio OO.PP. (Opere Pubbliche), ha predisposto una prima bozza di DOCFAP (Documento di fattibilità delle Alternative Progettuali) sottolineando la rilevante competenza ed esperienza in project management nelle costruzioni che è propria della Direzione Regionale Governo del Territorio. Sulla base di questa valutazione la Giunta affida alla Direzione Regionale Governo del Territorio, Ambiente e Protezione Civile il coordinamento dell'iter procedurale relativo alla reiterata valutazione della proposta di partenariato pubblico privato. pervenuta in data 13.02.2024 prot.n. 31447 per il nuovo ospedale di Terni.

Il giudizio della Direzione Regionale Governo del Territorio espresso nella Determinazione Direttoriale n 9774 del 12 settembre 2024 è stato di netta bocciatura nei confronti della proposta presentata dal privato per una molteplicità di ragioni.

È inutile ricordare la grande fiducia che gli amministratori regionali di allora riponevano nel proponente privato, che era reputato come elemento di grande efficienza per la realizzazione degli interventi nel settore delle opere pubbliche. Tanto è vero questo fatto che la proposta di partenariato pubblico-privato già bocciata nel luglio 2023 da parte della Azienda Ospedaliera è stata per volontà politica della Giunta di centrodestra riammessa a valutazione con la deliberazione n 137/2024 sopracitata.

La morale di tutta questa vicenda è che, mentre si perde tempo a parlare di nuovo e nuovissimo ospedale vengono aperti servizi su servizi all’interno della struttura, assumendo ulteriore personale, lasciando irrisolto il vero problema dell’azienda ospedaliera che è quello della risicatissima disponibilità di spazi per sistemare gli operatori e per ridistribuire razionalmente le funzioni assistenziali.

Sta proprio in questi fatti il richiamo a Sisifo e alla mitologia greca. Sisifo, infatti, per aver ingannato più volte gli dèi, come punizione fu condannato a spingere per l’eternità un masso su per una collina: ogni volta che raggiungeva la cima, il masso rotolava giù, costringendolo a ricominciare da capo. Spesso, nella cultura quotidiana, si usa questa metafora per descrivere situazioni di impegno continuo che non portano a risultati concreti, suscitando un senso di frustrazione e impotenza. 

Per questo motivo la leggenda di Sisifo sembra assomigliare, ogni giorno che passa, alla storia del nuovo Ospedale di Terni.  Ai cittadini ternani, siamo pronti a scommettere che non interessa entrare nel mito, quanto essere assistiti come gli dèi vorrebbero.    

Gianni Giovannini