Il dibattito sulla rete ospedaliera regionale, che insiste nel sud dell'Umbria, ha avuto uno sviluppo piuttosto tumultuoso e al centro della scena si è trovato, in maniera del tutto involontaria, il nuovo ospedale di Narni Amelia.

In questo dibattito il luogo comune più ricorrente è l'auspicato decongestionamento dell'attuale ospedale di Terni che si realizzerebbe non appena sarà operativa la nuova struttura ospedaliera di Cammartana.

Lo scopo di questo appunto è quello di offrire un diverso punto di vista a chi vuole tentare di approfondire in maniera oggettiva il ruolo del presidio di Narni-Amelia nel presente.

Per studiare tale problematica si è fatto ricorso al bilancio di esercizio dell’ASL Umbria2 relativo all'anno 2023, infatti, non sono ancora consultabili quelli dell'esercizio 2024 perché il bilancio è ancora in corso di approvazione da parte della Giunta regionale.

I dati disponibili rivelano una attività complessiva del presidio di Narni-Amelia molto bassa, non in linea con la consistenza demografica del territorio Narnese-Amerino (49243 residenti).

I ricoveri nel corso 2023 sono stati appena 1996, quindi, il tasso di ospedalizzazione riferito al presidio di Narni-Amelia è risultato pari al 40 per mille che è un valore particolarmente basso se confrontato agli altri presidi ospedalieri dell'asl.

Ad Orvieto, ad esempio, il tasso annuale specifico di ricovero parametrato sulla base della consistenza demografica comprensoriale è risultato pari al 138 per mille; mentre a Spoleto sfiora il 90 per mille.

Questo problema emerge non solo dal confronto con gli altri ospedali ma anche dal confronto con la propria performance di anni precedenti. In particolare, nel 2004 il Presidio ospedaliero di Narni-Amelia garantiva quasi 6000 ricoveri, a quel punto lo standard di ospedalizzazione sfiorava il 120 per mille che è un valore congruo per il territorio, tenuto conto della vicinanza dell'azienda ospedaliera di Terni.

Quindi ci troviamo di fronte ad un vero e proprio esodo della popolazione comprensoriale dal proprio presidio ospedaliero attuale.

Tale problema richiede risposte immediate e non differite all’ospedale che verrà, Narni-Amelia, infatti, deve fare la parte sua da subito e non coltivare fantasie assistenziali inappropriate.

Questa chiave di lettura trova conferma anche dai dati relativi all'attività di pronto soccorso, che evidenziano una particolare dissociazione tra la popolazione comprensoriale ed i servizi presenti all'interno del presidio.

I dati di attività dei Servizi di Pronto Soccorso di Narni e Amelia, soprattutto se confrontati con gli altri ospedali della stessa ASL evidenziano due elementi che colpiscono: gli utenti ricoverati da PS ed i pazienti inviati dal Pronto Soccorso presso altre strutture.

Si riportano nelle tabelle che seguono i dati di due annualità consecutive il 2022 il 2023.

Sia nel 2022 che nel 2023 il numero di utenti ricoverati nei due ospedali di Narni e Amelia raggiungono valori bassissimi, con percentuali irrisorie se paragonati a quelli delle altre strutture.

Nella tabella relativa al 2022 si nota che a fronte di 6.154 richieste di intervento, riferite complessivamente ai due stabilimenti del presidio, solo 49 sono esitate in ricovero ospedaliero, vale a dire meno dell’1%.

Risultano, invece, 598 invii di utenti narnesi-amerini presso altre strutture, vale a dire quasi il 10% del totale.

Nella tabella relativa al 2023, nelle colonne relative agli utenti inviati ad altre strutture, spicca la percentuale dell'ospedale di Narni che risulta a addirittura a due cifre 11,23%, quando Il valore medio riferito agli altri ospedali è inferiore al 2%.

Questi dati relativi al funzionamento del Pronto Soccorso sembrano tradire una certa “vocazione privatistica” della struttura. In altre parole, gli utenti effettivamente ricoverati non passando per il Pronto Soccorso, devono disporre di altri canali meno formali per l’accesso alla degenza.

La casistica trattata nel presidio di Narni-Amelia da tempo è ridotta ai minimi termini e quindi potranno esserci dei problemi quando si dovranno trasferire le maestranze dal vecchio al nuovo stabilimento ospedaliero, in quanto attualmente funzionano solo 25 posti letto per acuti. Altro problema che si pone con forza è l'inconsistenza del servizio di pronto soccorso reso alla popolazione del comprensorio.

In conclusione, a parere di chi scrive, per ottenere il decongestionamento dell'ospedale di Terni non necessita attendere la realizzazione del nuovo ospedale di Narni Amelia, come da più parti si vocifera, ma occorre tornare ad utilizzare al massimo livello possibile le strutture esistenti che risultano invece scarsamente utilizzate. Questo problema, se non corretto in maniera tempestiva, rischierà di essere trasferito anche nella nuova struttura, minacciandone la funzionalità futura.

Ovviamente la ricostruzione fornita rappresenta un punto di vista personale ed un contributo ad una discussione meno stereotipata

Gianni Giovannini