LE TRE CARTE DELLA REGIONE PER L’OSPEDALE DI NARNI-AMELIA
Nel documento istruttorio della DGR 523 del 2023 si legge: “Successivamente, con nota prot. n. 137932/2022 il Direttore regionale alla Salute e Welfare ha comunicato al Ministero della Salute, a seguito di specifica richiesta ministeriale, che la Regione Umbria intende finanziare l’intervento “Realizzazione Ospedale Narni Amelia”, esclusivamente con i finanziamenti INAIL, per le iniziative di investimento immobiliare di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria”.
Qualche passo più avanti si legge “In data 10/10/2022 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 il D.P.C.M. del 14/09/2022 “Programma di investimento per iniziative urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria valutabili dall’INAIL”, che prevede, all’art. 2, l’approvazione, nell’ambito dei piani triennali di investimento dell’I.N.A.I.L., anche dell’intervento di realizzazione dell’Ospedale Narni Amelia, quale ulteriore iniziativa urgente di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria”.
Dal disposto combinato del Documento istruttorio della DGR 523 del 2023 e dal DPCM n 237 del 14/9/22 risulta evidente che già nel 2022 era tramontata l’ipotesi di utilizzare per l’Ospedale di Narni-Amelia le risorse a fondo perduto ex art 20, per abbracciare l’idea del finanziamento “oneroso” da parte dell’INAIL.
Oneroso perché in realtà si tratta di rimborsare all’INAIL un canone di circa tre milioni di € l’anno per l’affitto della struttura, in alternativa con l’art. 20 ogni onere sarebbe stato a carico dello stato. Di questa sciagurata evoluzione non vi è avvisaglia alcuna nel Decreto del Sindaco del Comune di Narni n. 3/2021, pubblicato nel B.U.R. Avvisi e Concorsi - Numero 10 - del 16 febbraio 2021, in cui si parla di procedere avvalendosi della Azienda USL Umbria 2 quale stazione appaltante dell'Accordo di Programma.
| Il costo complessivo del Nuovo Ospedale di Narni Amelia comprensivo delle opere di realizzazione delle urbanizzazioni, dei sottoservizi, della fornitura degli arredi e delle attrezzature, previsto nell’Accordo, risultava di importo pari ad € 84.502.728,97 (€ 58.895.264,27 per lavori e oneri sicurezza; € 18.907.464,70 somme a disposizione; € 6.700.000,00 per arredi e attrezzature). Il piano finanziario risultava il seguente: a. € 18.578.947,37 – Fondi ex art 20 L. 67/88 Accordo di Programma ex art. 20 l.n.67/88 del 05/03/2013 b. € 65.923.781,60 Fondi Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza In subordine all’ammissione al finanziamento derivante dal PNRR, si prevedeva l’utilizzo delle seguenti risorse: b1 - € 15.923.781,60 – Fondi dell’Azienda USL Umbria 2, mediante il ricorso a mutuo bancario, per cui l’Azienda aveva verificato la capacità di indebitamento ai sensi dell’art 2 del D.lgs. 502/92; b2 - € 50.000.000,00 – Fondi Delibera C.I.P.E n. 51/2019, ex art. 20 L. n. 67/1988. |
L’Accordo, quindi, prevedeva una ipotesi di finanziamento a valere sul PNRR e l’eventuale ricorso ad altre risorse qualora non venisse accolta l’opzione. Le altre risorse erano rappresentate da 50 milioni di articolo 20 più un mutuo bancario di quasi 16 milioni a carico della Azienda USL Umbria 2.
Tutta questa impalcatura programmatica è saltata con una semplice lettera del Direttore Regionale alla Salute, che in realtà ha giocato un ruolo diametralmente opposto all’incarico che gli era stato conferito ex articolo 9 dell’Accordo di Programma (Presidente del Collegio di vigilanza per l’esecuzione dell’Accordo stesso).
Ciò che appare assai poco comprensibile in questa vicenda è il silenzio delle altre istituzioni firmatarie dell’Accordo che hanno accettato supinamente, senza opporre obiezione alcuna, questa scelta che non agevola assolutamente l’azienda USL. Quest’ultima da un lato vede sfumare l’onere di un debito futuro (il mutuo da circa 16 milioni), dall’altro però si trova a fronteggiare un canone di locazione di 3 milioni l’anno da versare all’INAIL.
Quindi l’azienda USL viene a rimetterci perché con l’equivalente di cinque anni di affitto avrebbe potuto togliersi il mutuo ed avere l’ospedale di proprietà ed iscriverlo a pieno titolo nel proprio patrimonio; mentre con l’affitto, invece, ci sono solo perdite importanti a carico della spesa corrente senza avere neanche il possesso della struttura.
Il fatto ancor più grave è che la scelta della Regione non era sostenuta da uno stato di necessità. La Regione, infatti, non ha tenuto conto delle nuove risorse che lo stato aveva già reso disponibili per l’articolo 20 grazie alle leggi finanziarie del 2019 e del 2020. Questi provvedimenti hanno stanziato oltre 60 milioni per la Regione dell’Umbria, come recita la tabella B allegata alla L. 178 del 30 dicembre 2020.
Per l’Umbria si trattava solo di destinare 16 di questi 60 milioni per garantire la copertura totale ex articolo 20 al nuovo Ospedale di Narni-Amelia, senza produrre alcun indebitamento a carico dell’ASL.
Ad abundantiam la Legge finanziaria per il 2022, L. n.234 del 30 dicembre 2021, ha previsto un ulteriore rifinanziamento dell’articolo 20 anche per la Regione Umbria che con il DM 20/7/2022, pubblicato sulla GU n 243 del 17 ottobre 2022, si è vista assegnare altri 28,7 milioni di euro.
Quindi se già dal 2021 esistevano risorse più che sufficienti da parte della Regione per sostenere la realizzazione del nuovo ospedale di Narni Amelia interamente con l’articolo 20, senza ricorrere ad altre forme di indebitamento, non si comprende il ragionamento seguito dalla Regione per spostare sull’INAIL l’intervento per il nuovo ospedale di Narni Amelia. Quale era la convenienza di questa operazione? Nel 2022 vi era piena consapevolezza della disponibilità di tutte queste risorse.
L’altro elemento che preoccupa è il mutismo degli amministratori sottoscrittori dell’Accordo di Programma che non hanno mosso obiezione alcuna a questa “scelta” della Regione che ha aggravato da un lato l’equilibrio già precario della azienda sanitaria locale, facendogli perdere anche un pezzo di patrimonio, e dall’altro ha creato le condizioni per reinvestire risorse finanziarie fresche nelle altre aziende sanitarie del nord della Regione che avendo grandemente beneficiato di recenti e cospicui interventi innovativi a carico di tutti gli ospedali di quei territori, non versavano certo in uno stato di bisogno per interventi di investimento.
Nel sud dell’Umbria ed a Terni in particolare il riequilibrio si è visto, e con tutta probabilità fasullo, solo per i posti letto destinati ai privati.
Gianni Giovannini