Nella discussione che va avanti da tempo sui requisiti che dovrà avere il nuovo ospedale di Terni ricorre molto frequentemente il discorso relativo alla sostenibilità e indipendenza energetica della struttura. Questa prerogativa sembrerebbe appartenere solo agli ospedali del futuro, in quanto le strutture esistenti vengono considerate fortemente energivore.

Chi fa queste affermazioni nei confronti dell’ospedale di Terni, però commette un errore di valutazione forse dettato dalla non conoscenza di come stanno realmente le cose.

L’ospedale Santa Maria di Terni, infatti, utilizza già dal 2010 un impianto di trigenerazione per l’autoproduzione di energia elettrica, termica e frigorifera, garantendo alta efficienza e sostenibilità a partire dal combustibile usato per il riscaldamento (gas metano).

Tale impianto, infatti, produce simultaneamente dalla medesima fonte energetica (il metano) energia elettrica, calore (termica) e aria condizionata (frigorifera), contribuendo in modo significativo all’autosufficienza energetica della struttura. 

È doveroso ricordare, con dispiacere, la mancata applicazione di un contratto che sottoscrissi, in qualità di direttore generale nel mese di dicembre 2012 a pochi giorni dalla scadenza del mio mandato, con cui si intendeva destinare una parte, circa la metà, del risparmio di una convenzione settennale Consip per il calore, finalizzandola al completamento della climatizzazione dell’intera struttura ospedaliera. Questa operazione, non andò a buon fine, e non fu più garantito quel comfort, che ancora oggi non è omogeneamente assicurato nella struttura. 

Questa carenza di climatizzazione venne compensata con un intervento assai improprio e discutibile che vide l’ingresso in ospedale di una colonia di pinguini.

Ovviamente i pinguini, non potendo utilizzare l’acqua refrigerata prodotta dal trigeneratore, per il loro funzionamento vanno a consumare una quota aggiuntiva di energia elettrica. Per non parlare della scarsa maneggevolezza del pinguino che libera un getto di aria non sempre gradevole. 

Nonostante questa parentesi poco felice, il sistema di trigenerazione attualmente copre circa il 70% del fabbisogno elettrico annuo, con oltre 6200 ore di funzionamento, riducendo le emissioni e i costi a carico dell’azienda.

Attualmente l’ospedale ha un fabbisogno di 10,5 milioni di Kwh anno di cui 7,1 milioni sono autoprodotte dal trigeneratore e solo il 30% viene acquistato dal mercato. 

Nella proposta di ampliamento e rifunzionalizzazione dell’ospedale di Terni, avanzata dal Comitato di difesa dell’Azienda Ospedaliera, si prevede la realizzazione di un nuovo parcheggio da 600-650 posti-auto distribuito su quattro piani di cui tre fuori terra, con accesso ed uscita su Viale VIII Marzo e posto sul fronte sud.

Dal punto di vista energetico il parcheggio potrà ospitare come copertura un cospicuo parco fotovoltaico in grado di accrescere in maniera significativa la sostenibilità energetica del complesso. 

Un metro quadrato di modulo solare di ultima generazione può produrre in media circa 200 chilowattora (kWh) di corrente all’anno.  I pannelli fotovoltaici di ultima generazione installati in Umbria offrono rendimenti elevati, con efficienze che superano il 22-23%. L’Umbria gode di una favorevole esposizione solare che consente di superare un’irradiazione media annuale di 1.300 kWh/m². La illustrazione seguente evidenzia la posizione del parcheggio che è ubicato nettamente a sud rispetto all’edificio ospedaliero principale ed è al riparo di qualsivoglia ombreggiamento come dimostra lo schema sopra riportato.

Energia Verde

Le statistiche di produzione indicano per la nostra regione che un impianto ben orientato può superare i 1.400-1.500 kWh annui per ogni kWp installato. ll kWp (kilowatt picco) indica la potenza nominale massima che un impianto fotovoltaico può generare in condizioni ottimali e standardizzate e misura la capacità produttiva “istantanea” teorica, a differenza dei kWh che misurano l’energia effettivamente prodotta nel tempo.

Dal momento che la superficie da destinare a parco fotovoltaico del solo parcheggio raggiunge i 4200 mq si stima una produzione annua di circa 840.000 KWh, che corrisponde a circa l’8% del fabbisogno energetico annuo dell’Azienda. 

Se al parcheggio sommiamo anche la superficie del nuovo blocco, pari a 2.800 mq, si ottengono complessivamente 7.000 mq con una produzione stimata di energia elettrica che sale a 1,4 milioni di KWh che sommati ai 7,1 del trigeneratore portano al soddisfacimento di oltre l’80% della domanda energetica dell’ospedale.

Da questo calcolo sono state tenute fuori le superfici dei tetti dell’edificio principale dell’azienda che ammontano a circa 5.000 mq e degli altri edifici sparsi sul territorio ospedaliero (Malattie infettive, anatomia patologica etc) che se utilizzati a fini energetici potrebbero decretare la totale autosufficienza energetica dell’ospedale.

Resta da valutare la normativa che regolamenta le Comunità Energetiche Rinnovabili se i benefici possono essere estesi oltre il complesso ospedaliero includendo anche altri edifici pubblici, come la sede Universitaria o la palazzina ATER (Ex Milizia), nonché le eventuali utenze civili interessate presenti nel quartiere.

Gianni Giovannini