Dopo l’iniziativa della Giunta regionale presso il parco cardeto di Terni lo scorso 22 luglio si è aperto un dibattito piuttosto acceso su come trovare una soluzione politica per realizzare a Terni un nuovo ospedale.

Per il comprensorio narnese-amerino la soluzione del nuovo ospedale a Cammartana sembra essere una decisione ormai definitiva e non più soggetta a ripensamenti. Nel dibattito di Cardeto la discussione non ha fornito indicazioni ulteriori rispetto alla ricostruzione dettagliata delle vicende travagliate che hanno afflitto la scatola edilizia. È vero che il Piano Sanitario è in fase di preparazione, tuttavia, sarebbe stata molto gradita anche una ipotesi organizzativa sulle funzioni che il nuovo ospedale di Narni-Amalia sarà chiamato ad assolvere. Questo rappresenta un nodo cruciale per la futura rete ospedaliera dell’Umbria meridionale.

La confusione, invece, ancora è tanta per quanto concerne il futuro dell’ospedale di Terni.

Il centrodestra che ha governato la regione nella scorsa legislatura non ha lasciato nessuna base concreta di lavoro, tanto che si è perso molto tempo rincorrendo formule di finanziamento a debito (v Project Financing) che sono state ampiamente bocciate e ri-bocciate dalla stessa amministrazione che intendeva avallarle.

La curiosità che intendo sottolineare è che il centrodestra, nella nostra regione, trova naturale realizzare gli ospedali pubblici con finanziamenti privati, come il project, mentre per le case di cura trova altrettanto naturale che vengano realizzate con i soldi pubblici, cioè grazie a convenzionamenti predeterminati a tavolino con il SSR. Questo è uno strano modo di perseguire l’interesse pubblico.

Chi scrive ha avuto un ruolo nella predisposizione di una proposta per il miglioramento della funzionalità dell’ospedale di Terni senza doverlo ricostruire da zero. Tale lavoro è stato messo gratuitamente a disposizione delle istituzioni da parte di un comitato che ha a cuore le sorti dell’azienda ospedaliera di Terni. Tale proposta è stata illustrata tanto al consiglio comunale che alla commissione competente del consiglio regionale.

Se l’amministrazione regionale abbracciasse questa proposta, che economicamente è molto più abbordabile, potrebbe realizzare nell’arco della vigente legislatura un intervento risolutivo di parecchi problemi e potrebbe rappresentare anche un atto di concretezza politica da far valere in occasione del rinnovo della amministrazione regionale. Questo aspetto non viene mai trattato nella discussione ma potrebbe avere un ruolo importante nel fornire un’immagine alla compagine di centrosinistra che da quasi un anno governa la regione. L’antidoto alle chiacchiere sono i fatti, questa potrebbe essere una buona opportunità.

Molto meno convincente e condivisibile è l’opzione di realizzare un ospedale nuovo nell’area di Maratta, anche se fortemente sostenuta da forze politiche e attualmente sono al governo della regione.

L’osservazione che si potrebbe fare a queste forze politiche, che hanno lungamente governato la regione ma anche il Comune di Terni, è l’assoluta mancanza ad oggi di una programmazione territoriale degna di questo nome, infatti, la costruzione e la localizzazione di un nuovo ospedale sono di norma disciplinate da strumenti di pianificazione territoriale come il Piano Urbanistico Comunale (PUC) o il Piano Regolatore Generale (PRG), che definiscono l’uso del suolo e la localizzazione dei servizi.

Se la struttura venisse costruita senza essere prevista in un piano urbanistico, potrebbe essere considerata abusiva, richiedendo un intervento per regolarizzarla o, in casi estremi, la demolizione.

Per legittimare un ospedale in un’area non destinata a servizi sanitari dal piano urbanistico, è necessario procedere con una variazione al piano. Questo processo coinvolge l’ente comunale e regionale ed è finalizzato all’adattamento del territorio alle nuove esigenze della collettività.

In un contesto politico come quello attuale, sembrerebbe azzardato procedere ad una variante urbanistica che dovrebbe avere il consenso della attuale maggioranza in consiglio comunale.

I tempi di realizzazione, pertanto, sarebbero destinati ad allungarsi cospicuamente.

Questo problema potrebbe essere ovviato se l’edificazione del nuovo ospedale si realizzasse nell’area di Maratta afferente al comune di Narni. Sarebbe, comunque, assai discutibile l’ipotesi di fare il nuovo ospedale di Terni nel comune di Narni. Tra l’altro Narni diventerebbe sede sia dell’ospedale comprensoriale di Cammartana che dell’azienda ospedaliera di Terni. Come programmazione sarebbe assolutamente non consigliabile.

L’area di Maratta, indipendentemente dai confini amministrativi comunali, si caratterizza per una estrema vicinanza fisica al nascente ospedale di Cammartana che contrindicherebbe la scelta di fare due nuovi ospedali a meno di 5 Km di distanza tra loro.

Queste sono alcune delle problematiche che sarebbe opportuno affrontare ma che quasi mai emergono dalla discussione.

Gianni Giovannini