Tra pochi giorni il consiglio comunale di Terni terrà un dibattito, aperto al contributo di tutta la cittadinanza, per trattare la delibera n. 43 del 10.03.2025 dello stesso Consiglio avente ad oggetto: “Atto di Indirizzo del Consiglio Comunale sulla costruzione del nuovo Ospedale di Terni”.
Sicuramente è un fatto positivo quello di sondare le opinioni dei cittadini per avere dei contributi in merito alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni.
La tempistica messa a disposizione di chi interverrà, solo tre minuti, non consentirà trattazioni esaustive, probabilmente per contingentare il tempo in maniera così ristretta le istituzioni pensano che siano moltissimi i ternani che hanno in mente soluzioni per il proprio ospedale.
Forse sarebbe stato più opportuno che le istituzioni, dopo quasi cinque anni di annunci sul nuovo ospedale, avessero messo al vaglio dei cittadini una rosa delle loro proposte e non il contrario.
Detto ciò, lo scrivente che in questa materia ha avuto un ruolo attivo come componente di un Comitato che ha sviluppato una proposta per offrire una soluzione economicamente sostenibile al problema, coglie l’occasione per sottolineare la chiave che è alla base delle soluzioni proposte dal Comitato.
Questa chiave è rappresentata dal possibile ampliamento della struttura esistente di circa un 20% della superficie utile dell’intero ospedale che attualmente sfiora complessivamente i 90.000 mq.
Il cuore dell’operazione consiste nella realizzazione di un nuovo blocco polifunzionale posto sul lato Sud del complesso attuale di circa 2.800 mq a piano per un totale di circa 17.000 mq complessivi.
Il Nuovo Blocco verrebbe insediato sull’ampia area liberabile perché non occupata da servizi sanitari e si svilupperebbe su piani corrispondenti e complanari al complesso esistente tra i livelli -2 e +3.
L’altro aspetto che merita attenzione è l’invarianza del numero dei posti letto che rimangono quelli attuali, che ammontano a poco più di 500.
La conseguenza immediata di questa operazione è che ci saranno a disposizione di tutti, operatori e utenti molti più spazi di prima, che serviranno a migliorare l’economia complessiva dell’ospedale.
Tra gli interventi previsti si segnalano:
- Un nuovo ingresso pedonale principale dall’esterno all’altezza del piano -1, ove si insedierà la futura portineria;
- Una nuova area poliambulatoriale al piano -1, quindi complanare alla portineria, di agevole accesso agli utenti anche per la vicinanza al parcheggio;
- Un piano “polmone”, nel livello più profondo coincidente con il piano -2, da lasciare inizialmente libero, ma finalizzato ad ospitare in futuro nuovi servizi e dotazioni tecnologiche.
- Nuovi spazi di degenza ad elevato comfort alberghiero per 260-280 posti letto in corrispondenza dei quattro piani più elevati del nuovo blocco. Questa soluzione renderà possibile lo svuotamento delle aree di degenza attualmente dislocate ai piani quarto quinto e sesto, cioè gli ultimi tre piani, dell’attuale complesso. La conseguenza di questo svuotamento di funzioni assistenziali produrrà un importante guadagno determinato dal fatto che declassando la destinazione d’uso degli ultimi tre piani, si consente alla struttura, in base alla vigente normativa, di riguadagnare un automatico e significativo miglioramento antisismico.
- Il recupero degli ultimi tre piani ad altre attività diverse da quelle assistenziali consentirà finalmente di rispondere ad alcune funzioni per le quali non ci sono attualmente spazi adeguati. A tale riguardo potranno beneficiare una miriade di servizi come: l’area direzionale medica di presidio e delle professioni, gli studi e gli spogliatoi per il personale medico, gli spogliatoi per il personale assistenziale, gli spazi di studio-didattica e aggiornamento, la biblioteca per tutto il personale, gli spogliatoi per studenti universitari e specializzandi; infine, spazi per uffici interni di supporto alle attività.
La messa a regime di questa soluzione consentirà all’ospedale di Terni di acquisire quella modularità e flessibilità organizzativa che si richiedono attualmente agli ospedali di ultima generazione, senza dover ricorrere ad investimenti particolarmente onerosi.
Non è da poco conto anche il riflesso patrimoniale che la presente soluzione porta con sé che consiste nella valorizzazione dell’intero complesso dovuta non solo all’ampliamento strutturale ma anche alla complessiva rifunzionalizzazione dei servizi che potranno seguire una reale logica assistenziale a fronte della irrazionale stratificazione realizzatasi nel corso degli anni per la carenza di spazi adeguati ad accogliere le nuove funzioni di cui l’ospedale è andato dotandosi nel tempo.
Come si vede è un orizzonte molto diverso di quello che ci sarebbe con la demolizione e il relativo smaltimento delle macerie.
Una trattazione a parte dovrebbe essere dedicata alla accessibilità all’ospedale che la proposta del Comitato ha sviluppato per chi accede in automobile (Nuovo Parcheggio multipiano) e a piedi (percorsi protetti e meccanizzati).
Gianni Giovannini