Il comitato sta prendendo sempre più atto di uno scetticismo crescente nell’opinione pubblica ternana in merito alle numerose questioni irrisolte in materia sanitaria ereditate dall’amministrazione regionale precedente, che invece di trovare soluzioni adeguate si stanno sempre più complicando.

Le poche azioni fatte tendono o al rinvio oppure a non assumere decisioni, purtroppo la politica è fatta di scelte e di tempestività nelle scelte.

Se le istituzioni preposte alla direzione politica di un territorio o di una popolazione non svolgono la funzione per cui sono state incaricate dai cittadini diventa indispensabile ed urgente che la cittadinanza assuma un ruolo di protagonismo più diretto per uscire da uno  stallo che ormai permane da troppo tempo.

La gravità della crisi che la sanità pubblica sta attraversando, a livello nazionale e anche locale, è tale da non ammettere ulteriori dilazioni temporali.

Il Comitato, per la sua natura, non può andare oltre una responsabilità di tipo civile e sociale ma annuncia sin da ora la propria determinazione a non arretrare di fronte a un quadro che si preannuncia di grande involuzione.

Risultano essere rappresentative a tale riguardo le vicende dell’edilizia sanitaria nell’area sud dell’Umbria registrate negli ultimi sei o sette anni.

Il ciclo della Giunta Tesei si è concluso senza nessuna ipotesi utile per la struttura ospedaliera ternana:

  • Abbiamo assistito per ben due volte, nel 2023 e nel 2024, alla doppia bocciatura di una proposta di partenariato pubblico privato, meglio noto come project financing, che è naufragato per la insostenibilità finanziaria della proposta;
  • Quando era in corso ancora l’istruttoria del project financing da parte dell’azienda ospedaliera nel 2023 la Giunta regionale accolse, con atto deliberativo, l’inserimento di un ampliamento dell’ospedale di Terni, tramite intervento INAIL, per un valore economico stimato intorno ai 100 milioni di euro, Ciò non ha avuto seguito alcuno;
  • Alla chiusura del suo mandato l’amministrazione Tesei ha certificato con un altro atto deliberativo la disponibilità complessiva per l’ospedale di Terni di un budget di 128 milioni di euro.

Il comitato aveva avanzato, sin dal mese di maggio 2024, una prima ipotesi di soluzione ai problemi dell’ospedale di Terni attraverso un intervento misto di ampliamento strutturale e rifunzionalizzazione, che prendeva in esame anche la viabilità dell’intero quartiere in cui l’ospedale è ubicato ed assumendo come riferimento il budget reso disponibile dalla giunta regionale Tesei.

Il focus della rifunzionalizzazione era centrato prevalentemente sui servizi dell’emergenza, perché sono i pazienti affetti dalle patologie tempo dipendenti (infarto, ictus e politraumi) che vivono la maggiore criticità nell’erogazione dell’assistenza. Il Comitato era consapevole della difficoltà che i pazienti e gli operatori incontravano nell’approccio delle emergenze cardiovascolari neurovascolari e traumatologiche.  Altra convinzione del Comitato era che la rifunzionalizzazione necessitasse per la sua realizzazione di un ampliamento strutturale propedeutico al migliore riposizionamento possibile dei servizi di area critica, emergenziale.

Le valutazioni del comitato muovevano dal presupposto che era prioritario migliorare il livello qualitativo dell’assistenza a prescindere dalla struttura muraria dell’ospedale e che ogni ritardo nel superamento di queste criticità si riversava sul buon esito per la salute delle persone assistite.  Ad esempio per il comitato non è logico che si siano investite molte risorse nell’elisoccorso, per far arrivare il più presto possibile il paziente infartuato in ospedale, ma una volta giunto nel Pronto Soccorso deve affrontare un secondo impegnativo viaggio per raggiungere la sala angiografica per ricevere il trattamento dovuto. Il piccolo dettaglio è che la sala angiografica attualmente è ubicata nel luogo più distante possibile dal Pronto Soccorso. La distanza da percorrere in barella è di quasi 200 metri lineari con l’aggravio di un passaggio in montalettighe per superare i sette piani di dislivello. Questa situazione a giudizio del Comitato non può essere mantenuta troppo a lungo.

Il ciclo Proietti è iniziato a fine 2024, grazie all’esito delle elezioni regionali dell’autunno dello stesso anno.

A giugno del 2025 il Comitato è stato ascoltato dalla Terza Commissione consiliare, dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, alla quale ha presentato e consegnato una propria proposta piuttosto particolareggiata di ampliamento e rifunzionalizzazione della struttura ospedaliera. Lo stesso materiale è stato trasmesso contestualmente anche alla Presidenza della Giunta regionale. Rammarica constatare che la proposta del Comitato non ha avuto alcun riscontro né a livello dell’Assemblea Legislativa né  della Giunta regionale.

Il 20 dicembre 2025 la Giunta regionale ha presentato i risultati di uno studio, che l’Azienda ospedaliera di Terni aveva commissionato nel mese di ottobre, a una società di Reggio Emilia. Tale studio era finalizzato alla individuazione di possibili aree per l’edificazione del nuovo ospedale di Terni, non escludendo Colle Obito. Ciò che caratterizza maggiormente questo studio non è solo la onerosità stimata dell’intervento di edificazione, i cui costi oscillano da un minimo di 550 milioni a un massimo di 770, ma anche e soprattutto l’assenza di copertura finanziaria pubblica, quindi esponendo il progetto ad un indebitamento con gli istituti di credito assolutamente insostenibile per la Regione ed impraticabile per i vincoli normativi rispetto alle soglie possibili di indebitamento.

Se facciamo una sintesi integrando i due cicli di governo regionale cui abbiamo assistito negli ultimi sei anni, non si può non rilevare che l’enfasi è stata posta soprattutto sull’area dove realizzarla.

È preoccupante che la discussione sia troppo lontana da una realtà che vede risultati molto deludenti sul piano della mobilità dei pazienti che anno dopo anno peggiora inesorabilmente sia sul fronte di quella passiva ( numero crescente di utenti verso altre regioni) che di quella attiva con il decremento continuo di utenti di altre regioni che scelgono l’Umbria come luogo di cura.

È bene ricordare che un ospedale è la risultante di componenti certo strutturali, ma anche e soprattutto tecnologici e organizzativi. Nel quadro organizzativo sono comprese le professionalità, le competenze di chi nell’ospedale lavora come i medici, gli infermieri ed altre  professioni.  Il Comitato, tuttavia, rileva che a distanza di sette anni l’ospedale di Terni, nonostante le migliorie apportate recentemente, non sembra più garantire le stesse performance di allora.

In questo breve arco di tempo si susseguono interventi migliorativi nell’ospedale di Terni, peraltro programmati da anni e solo ora realizzati, che appaiono sconcertanti rispetto all’esigenza radicale di voler costruire un ospedale del tutto nuovo. L’osservazione critica sostanziale è che essi non sono espressione di una programmazione generale di interventi tesa ad un salto nella funzionalità generale delle attività del complesso ospedaliero ,a un miglioramento della gestione  dei flussi assistenziali, delle distanze, nel cercare di concentrare le attività omogenee in aree comuni che è la scelta di fondo della proposta del Comitato. Sembra quasi la voglia di prosciugare il budget di 128 milioni.

Con grande sincerità in un contesto definito da oggettivi, pesanti vincoli finanziari è obbligo chiedere le ragioni della scelta di un ospedale del tutto nuovo.

Chiudiamo la nostra riflessione con tre domande…

  • Si spera forse nella miracolosa possibilità di trovare risorse pubbliche nel grave contesto di finanza pubblica nazionale e locale?
  • Si cerca comunque di avviare il lungo percorso  nella speranza di non deludere le molteplici aspettative locali in campo?
  • Si confida nel tempo lungo di realizzazione , talmente lungo (decenni)  da consentire una successiva ipotesi di ridimensionamento pesante della struttura ospedaliera a 300 posti letto anziché 600, allentando la tensione attuale sul tema e ridimensiona l’impegno finanziario dichiarato?