Il servizio di elisoccorso in Umbria è operativo dal 2014, inizialmente insieme alla regione Marche. Tale collaborazione aveva lo scopo di condividere le spese, in quanto questo tipo di servizi sono molto costosi. Prima di quella data il servizio di soccorso sanitario in Umbria era stato garantito esclusivamente da mezzi su gomma
In virtù dell’alto costo del servizio diventa essenziale la valutazione costi/benefici per determinarne la fattibilità in quanto si mettono a comparazione l’efficienza operativa con quella economica.
La regione Umbria nel settembre 2024 ha dato il via ad un nuovo servizio di elisoccorso interamente umbro con la conseguenza che i costi per la nostra regione sono lievitati in maniera considerevole.
Il costo fisso è raddoppiato da 1,2 milioni a 2,4, ma sono aumentati pure i costi orari relativi ai singoli voli (1600 € l’ora). Questa scelta politica è avvenuta nonostante l’assenza di qualsivoglia disservizio.
Il progetto, per l’elisoccorso esclusivamente umbro, è stato avallato da un gruppo di lavoro tecnico ed approvato dalla Giunta. Tale scelta si è fondata sull’assioma (enunciato che non ha bisogno di dimostrazione) che “con l’elicottero i tempi di intervento sono più brevi, tutto a vantaggio dei pazienti soprattutto quelli affetti da patologie tempo-dipendenti”.
L’assioma, tuttavia, non ha confermato le aspettative del gruppo di lavoro.
I dati reali di intervento nell’arresto cardiaco
Tra le patologie tempo-dipendenti l’arresto cardiaco è quella più significativa.
Uno studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Resuscitation e condotto sotto l’egida dell’European Resuscitation Council, è stato effettuato tra settembre e novembre 2022 in 28 paesi europei, mettendo a confronto i vari modelli di soccorso extraospedaliero in voga nei diversi stati europei.
Lo studio ha stimato che ogni anno i servizi di emergenza medica in Europa trattino circa 275.000 persone per arresto cardiaco extraospedaliero, delle quali circa 29.000 sopravvivono.
Lo studio ha registrato un tempo medio di risposta di 12,2 minuti, con il 25% dei pazienti raggiunto entro 7 minuti dalla chiamata. Il tasso di ripristino della circolazione spontanea è stato del 31,2%, mentre la sopravvivenza complessiva si è attestata al 7,5%, con un’incidenza di 4,0 sopravvissuti per 100.000 abitanti all’anno.
I risultati evidenziano significative variazioni nell’incidenza, gestione ed esito dell’arresto cardiaco tra i diversi paesi europei.
L’Italia ha partecipato allo studio con una copertura del 28,3% della popolazione nazionale (16,7 milioni di abitanti), registrando 4.047 casi totali di arresto cardiaco extra-ospedaliero.
I tempi di risposta dei servizi italiani sono stati in media di 13 minuti rispetto ai 12,2 minuti della media europea.
Il tasso di ripristino della circolazione spontanea è stato del 17,0% (il più basso tra tutti i paesi partecipanti, contro una media europea del 31,2%).
La sopravvivenza è stata del 6,6% (sotto la media europea del 7,5%).
I sopravvissuti per 100.000 abitanti/anno sono 4,4 (leggermente sopra la media europea di 4,0). Questo è un dato confortante perché è l’indicatore di esito a distanza di tempo più importante.
Lo stato dell’arte dei servizi su gomma in Umbria ed in Italia
Il Ministero della salute pubblica i dati di tutte le regioni italiane relativi alla organizzazione dei servizi di emergenza (ambulanze di tipo A, Ambulanze di tipo B, Trasporto neonatale e unità mobili di rianimazione).
L’Umbria, dai dati del 2021, risulta una delle prime regioni italiane per dotazione di tali servizi rapportati alla popolazione generale. In particolare, nelle 34 ambulanze di tipo A risulta molto diffusa, oltre il 50%, la presenza del medico a bordo.
Quindi l’Umbria può vantare una copertura dell’intero territorio regionale di prim’ordine e la presenza di professionisti dell’emergenza territorialmente più diffusa a livello nazionale.
Un servizio configurato in questo modo non può trarre grandi benefici dalla implementazione di qualsiasi servizio di elisoccorso, vuoi in condominio e ancor peggio in esclusiva. In allegato si riporta la tabella del Ministero.
L’equivoco velocità/tempo di soccorso
Di seguito si dimostra l’incongruenza dell’eliambulanza nei confronti delle patologie tempo-dipendenti, che è stata la spinta per implementare il servizio come è adesso.
Quanto già descritto sull’arresto cardiaco è utile allo scopo. Se su di una cartina geografica dell’Umbria si tracciano delle linee isocrone relativa ai tempi di volo, come illustrato nella DGR 649/21 per una velocità di crociera di 120 nodi, si potrà notare che in un raggio di 24 Km da Foligno, che è l’eliporto base, la popolazione umbra potenzialmente fruitrice del servizio di eliambulanza in un tempo programmato di 8 minuti ammonterebbe solo a circa 156 mila abitanti. Tale popolazione è la sommatoria di quelle dei comuni interessati (Foligno, Spoleto, Spello, Deruta, Assisi e Bastia). Lo standard di 8 minuti vale per gli interventi nei maggiori centri abitati. Per le aree meno popolate lo standard è di 20 minuti.
Il raggio di 24 Km è stato scelto in quanto rappresenta il percorso in linea d’aria coperto dall’elicottero in 8 minuti. L’eliambulanza, infatti, a velocità di crociera in un minuto di volo percorre circa 3 Km. Questi dati indicano che i restanti 700 mila umbri saranno raggiunti dall’elisoccorso sempre in ritardo rispetto al tempo stabilito per il mezzo su gomma.
Il raggio di intervento, appena illustrato, sarebbe assai più ristretto dei 24 Km sopra descritti se si fosse tenuto conto anche dei tempi occorrenti per l’approntamento dell’elicottero; infatti, la checklist prevolo richiede in media circa 20 minuti. La checklist prevolo è un elenco di controlli e preparativi che devono essere effettuati obbligatoriamente prima di ogni volo per garantire la sicurezza e la funzionalità. Questo è un tempo prezioso che nelle patologie tempo dipendenti può diventare una barriera insormontabile.
Se 8 minuti sono il tempo previsto per l’arrivo di una ambulanza in un centro abitato è evidente che l’elicottero, anche se più veloce di qualsiasi ambulanza su gomma arriverà sistematicamente più tardi.
Ciò è dovuto al fatto che l’ambulanza non è una sola, ma sono distribuite capillarmente su tutto il territorio regionale e non necessitano di espletare check-list di sorta prima di mettersi in cammino.
Altro vantaggio della auto ambulanza è quello di partire da una postazione molto prossima alla vittima da soccorrere. Pertanto, l’elicottero, anche se più veloce in assoluto è destinato a soccombere proprio nei tempi di soccorso. Questo può accadere regolarmente anche entro i 24 Km dall’eli base.
L’elicottero essendo unico si troverebbe in grave difficoltà in caso di più chiamate di soccorso contemporanee, oppure per tutte quelle condizioni in cui le condizioni meteo non favoriscono una sicura navigazione aerea.
Conclusioni
La capillarità della diffusione del soccorso su gomma in Umbria rende l’elicottero competitivo nei confronti delle auto ambulanze solo per gli interventi in aree montane come quelle della fascia appenninica, mentre risulta meno efficiente se impiegato in aree densamente abitate e nelle zone di pianura e collinari. In queste applicazioni non garantisce la stessa tempestività e sicurezza di prestazione dei mezzi su gomma da tempo collaudati con successo e soddisfazione da parte della popolazione generale.
Gianni Giovannini
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