Nei confronti della proposta formulata dal Comitato per la difesa dell’ospedale di Terni compaiono sui mezzi di informazione delle prese di posizione e dei giudizi, a volte anche ironici, tendenti a bollarla come soluzione al ribasso o, peggio ancora, come una toppa messa ad una struttura non più adeguata ad assolvere al compito per cui è stata edificata.
Ovviamente il Comitato la pensa in modo diametralmente opposto e sostiene con forza di non apportare nessuna “toppa”, anzi, ritiene che sia l’unica soluzione che consente un vero rilancio della struttura ospedaliera senza sconvolgere l’assetto urbanistico della città e soprattutto con un intervento economicamente sostenibile.
Il problema del rinnovamento dell’ospedale di Terni è un argomento discusso da molto tempo che ha avuto la sua massima intensità nel corso della campagna elettorale per le elezioni regionali di un anno fa.
Il Comitato, invece, ha presentato la propria proposta il 9 maggio 2024 in maniera del tutto neutrale rispetto alle forze politiche, tanto che nessuno dei due schieramenti ne ha sposato l’idea.
Sia il centrodestra che il centrosinistra avevano abbracciato l’dea di volere per Terni un ospedale nuovo. Le differenze tra i due schieramenti erano costituite in primo luogo dalle modalità di reperimento delle risorse finanziarie e soprattutto dalla ubicazione territoriale della futura struttura ospedaliera per la città di Terni.
Questo ultimo aspetto merita una sottolineatura importante. Il centrodestra ha spinto per mantenere la sede del nuovo ospedale a Colle Obito, in continuità con le scelte urbanistiche in tema di Città della Salute fatte dalle precedenti amministrazioni comunali di centrosinistra, mentre il centrosinistra afferma di battersi per un sito diverso da quello attuale, nonostante l’assenza di una programmazione urbanistica.
Il dibattito da ormai troppo tempo è fermo su queste posizioni senza che nessuna delle parti contendenti abbia avanzato una propria proposta, tanto è vero che l’assessore regionale all’edilizia sanitaria ha più volte ribadito pubblicamente che per l’ospedale di Terni l’amministrazione regionale non dispone di alcun progetto; mentre il Consiglio Comunale di Terni ha deciso di dedicare una apposita seduta aperta a tutta la cittadinanza per avere direttamente dai cittadini dei contributi in merito. La seduta è stata fissata per il giorno 13 ottobre 2025, presso i locali della bibliomediateca.
In quella sede il Comitato ribadirà la propria posizione in merito affermando che l’Ospedale di Terni oggi soffre per le troppe toppe che gli sono state cucite addosso, nel corso degli anni, mentre la proposta del Comitato è quella di risanare questa situazione di difficoltà.
Se ripercorriamo la storia degli ultimi trenta-quaranta anni dell’Ospedale di Terni non possiamo non constatare che troppi nuovi servizi sono stati “ammassati” all’interno della scatola edilizia in assenza di una vera programmazione. Pertanto, il contenitore che è rimasto sempre lo stesso rischia da troppo tempo il tutto esaurito.
Quando l’ospedale è nato non esistevano servizi come la Cardiochirurgia, la Neurochirurgia, l’Oncologia, la Chirurgia Toracica, la Chirurgia Vascolare, l’Endoscopia Digestiva, L’Endocrinologia, la Terapia Intensiva Neonatale, l’Oncoematologia, il Laboratorio per le Cellule Staminali, il Centro Salute Donna, la degenza di Riabilitazione, gli Acceleratori Lineari e tutte le diagnostiche radiologiche maggiori tra cui diverse TAC e due Risonanze Magnetiche. Per l’installazione della PET, donata dalla Fondazione CARIT, avvenuta nel 2012 la difficoltà maggiore fu quella di reperire i locali.
Anche per il personale valgono considerazioni analoghe, attualmente solo i dipendenti sono circa 1800, rispetto ai 1500 di circa 10 anni fa.
Prova di ciò ne sono gli spazi sempre più angusti per il personale dipendente, ospedaliero ed universitario, per gli studenti, che non hanno a disposizione locali dignitosi per spogliarsi, poter studiare in tranquillità.
La proposta del Comitato è quella di dare priorità allo spazio e offrire respiro all’ospedale, attraverso un ampliamento di circa 17.000 mq che rappresenta un incremento del 20% rispetto alla superficie attuale.
Non è prevista l’aggiunta di posti letto, proprio per riservare più spazio a chi lavora all’interno dell’ospedale.
Il tipo di intervento proposto dal Comitato è della stessa natura di quanto fatto all’Azienda Ospedaliera di Perugia in occasione della chiusura di Monteluce, che nessuno si è azzardato a definire come soluzione al ribasso o, peggio ancora, con le toppe.
Gianni Giovannini