In un post dell’Azienda Ospedaliera del 3 gennaio 2026 si legge: Un ospedale più efficiente, sicuro e orientato al futuro.
Il 2025 si chiude con un bilancio positivo per l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni. A tracciarlo è il direttore generale che parla di un anno segnato da gestione attenta delle risorse, investimenti strutturali e crescita clinica e organizzativa.
Tra gli interventi più rilevanti: la nuova pista di elisoccorso con volo notturno, il potenziamento della Radiologia, la nuova Endoscopia digestiva e i lavori di ampliamento del Pronto Soccorso, pensati per migliorare accoglienza, percorsi e condizioni di lavoro.
Il Santa Maria chiude così l’anno con una visione chiara: crescere, innovare e mettere sempre il paziente al centro.
Queste notizie non possono che rallegrare i cittadini soprattutto ternani che usufruiscono dei servi dell’ospedale cittadino.
Con la Deliberazione 14 ottobre 2025 n 651, invece, l’Azienda Ospedaliera dà atto di essere stata incaricata da parte della Regione di individuare possibili ubicazioni per il nuovo ospedale di Terni. Nello stesso atto il RUP mette in evidenza che l’azienda non dispone delle professionalità particolarmente qualificate in materia urbanistica tali da assolvere l’incarico conferito. Pertanto, si ritiene necessario rivolgersi ad un operatore esterno altamente referenziato.
Resta sconosciuta la motivazione che ha indotto la Regione a disapplicare il comma 3, dell’art. 2 della LR 1/2015 che sarebbe stato sicuramente più appropriato e forse meno oneroso. Il comma 3, infatti recita: La Regione disciplina la pianificazione urbanistica comunale mediante il conferimento di funzioni agli enti locali, privilegiando il metodo della copianificazione.
Questa modalità avrebbe garantito anche una migliore armonia tra le due istituzioni che, invece di collaborare hanno dato vita ad una spiacevole polemica.
Questi fatti hanno reso più difficile qualsiasi confronto di merito, tanto che è stata rinviata la seduta del Consiglio Comunale di Terni programmata per il 12 gennaio, con la formula dell’apertura alla cittadinanza per discutere l’evoluzione della vicenda.
Ciò che più disorienta i cittadini che seguono con interesse queste vicende è la carenza di programmazione, che rende poco comprensibili gli interventi decantati nella rendicontazione dell’azienda ospedaliera con il proponimento di costruire un ospedale tutto nuovo.
Al cittadino contribuente fa piacere che le risorse pubbliche vengano messe a frutto con diligenza ed oculatezza, senza produzione di sprechi e disservizi.
Ciò che manca a giudizio di chi scrive è un cronoprogramma che metta in relazione la dismissione del vecchio ospedale con la realizzazione del nuovo ottimizzando in questo modo le risorse disponibili. Disorienta vedere investimenti milionari destinati ad una rapida dismissione.
Questa funzione si chiama programmazione e serve a coniugare obiettivi e risorse in maniera efficiente.
Il termine tecnico ammortamento nel settore del patrimonio immobiliare gioca un ruolo molto importante perché tiene conto del deprezzamento del valore di un bene, provocato da logorio fisico od obsolescenza tecnica.
Gli ammortamenti devono essere contabilizzati nei bilanci delle aziende sanitarie per valutare correttamente il conto economico e lo stato patrimoniale ripartendo il costo di talune immobilizzazioni in un dato numero d’esercizi futuri.
L’assenza di una chiara programmazione, soprattutto per ciò che concerne la disponibilità delle risorse finanziarie per il nuovo ospedale rende impossibile lo sviluppo di una seria programmazione. Tutto ciò alimenta da un lato un certo disorientamento nella cittadinanza, dall’altro un rischio molto concreto di spendere male le risorse che i contribuenti mettono a disposizione delle amministrazioni.
Dr Gianni Giovannini