L’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) è un ente pubblico italiano che svolge attività di monitoraggio, valutazione, formazione e supporto nel settore sanitario. Comunica i dati più significativi in un portale statistico accessibile a chiunque sia interessato.

I dati molto spesso sono elaborati con criteri standard, predefiniti da AGENAS, ed alcuni tipi di confronti tra regioni non sono sempre agevoli.

I dati disponibili per ovvie ragioni di raccolta e trasmissione non sono freschissimi; tuttavia, è stato approfondito l’andamento di alcune prestazioni specialistiche per valutare l’impatto avuto dalla pandemia sia nei confronti della produttività della nostra regione sia sul posizionamento dell’Umbria nei confronti delle altre regioni italiane per quelle annualità in cui erano disponibili i dati di tutto il periodo.

Per procedere al confronto, visto che AGENAS mette a disposizione il numero assoluto delle prestazioni, sono state parametrato per ogni anno alcune prestazioni specialistiche rapportandole a cento abitanti per ogni regione, in modo da evitare l’influenza delle consistenze demografiche di ciascuna regione standardizzando in questo modo l’indicatore.

Il confronto per l’Umbria non risulta particolarmente lusinghiero sia con sé stessa dall’epoca pre-covid al post-covid ed anche in confronto alle altre regioni.

Le due tabelle che seguono rappresentano le percentuali di utenti che hanno effettuato rispettivamente un esame di radiologia tradizionale attraverso i servizi sanitari delle diverse regioni ed una indagine di natura ecografica.

In questi contesti l’Umbria non brilla sia nel confronto con sé stessa, tra il 2019 ed il 2022, ma soprattutto con le altre regioni che, pur avendo anch’esse subito l’impatto con la pandemia non sembrano aver avuto le stesse conseguenze negative che si sono manifestate in Umbria.

Nella radiologia tradizionale, per esempio, l’Umbria che nel 2019 risultava il quarto posto con un 31 esami ogni 100 abitanti, nel 2022 si ritrova all’ultimo posto con un numero di esami ogni 100 abitanti che è sceso a 12,3. Quindi la produttività dei servizi si è ridotta in maniera drammatica a solo un terzo di quanto si faceva qualche tempo prima.

La situazione appena commentata risulta del tutto sovrapponibile a quanto accaduto, nello stesso periodo, sulle ecografie. L’Umbria e passata dal quarto posto con 22,8 esami ogni 100 abitanti a 9,1 esami ogni 100 abitanti. Anche qui il crollo è dello stesso ordine di grandezza di quello delle diagnostiche radiologiche tradizionali. In maniera del tutto analoga alla precedente la posizione nella graduatoria di confronto con le altre regioni scende ai livelli più bassi, cioè al penultimo posto.

RX TRADIZIONALE ECOGRAFIA
2019 2022 2019 2022
regione % regione % regione % regione %
Lombardia 34,1 Lombardia 32,7 Emiia R 25,7 Emiia R 27,8
Sardegna 32,9 Basilicata 31,8 Basilicata 23,7 Basilicata 23,7
Piemonte 32,7 Emiia R 30,1 Trentino 23,4 Lombardia 22,4
Umbria 31,0 Sardegna 29,8 Umbria 22,8 Toscana 21,4
Liguria 30,8 Piemonte 29,4 Lombardia 22,7 Friuli VG 20,4
Emiia R 30,3 Marche 27,1 Sardegna 21,8 Marche 19,1
Friuli VG 29,4 Molise 26,7 Friuli VG 21,7 Sardegna 19,1
Marche 29,1 Friuli VG 26,0 Campania 21,4 Trentino 19,0
Trentino 28,6 Liguria 25,8 Toscana 20,7 Campania 18,9
Basilicata 27,8 Campania 22,3 Marche 20,7 Puglia 17,5
Molise 27,3 Sicilia 22,2 Veneto 19,7 Molise 17,4
V. d’Aosta 27,2 Lazio 21,7 Piemonte 19,5 Piemonte 16,4
Veneto 26,0 Abruzzo 21,2 Abruzzo 18,6 Abruzzo 16,2
Sicilia 25,0 V. d’Aosta 21,2 Liguria 18,0 Veneto 16,2
Lazio 24,9 Veneto 21,1 Molise 17,0 Liguria 15,5
Abruzzo 24,6 Toscana 20,2 Puglia 16,9 Sicilia 11,8
Campania 24,4 Trentino 19,4 Sicilia 14,2 Lazio 10,9
Toscana 22,4 Puglia 19,0 Calabria 12,1 V. d’Aosta 10,6
Calabria 21,8 Calabria 18,8 V. d’Aosta 12,0 Umbria 9,1
Puglia 21,6 Umbria 12,3 Lazio 11,3 Calabria 8,6

I dati sopra rappresentati appartengono a due tabelle affiancate in cui la prima descrive gli esami percentuali fatti in ogni regione per la diagnostica radiologica tradizionale nel 2019 e nel 2022. A fianco troviamo la stessa elaborazione relativa alle ecografie, sempre nel 2019 al confronto con il 2022.

Lo studio effettuato ovviamente non si è limitato solo a queste prestazioni ma ha riguardato altre tipologie di esami come l’ecocolordoppler, la risonanza magnetica nucleare, la TAC e l’endoscopia digestiva. Per non appesantire la presentazione, per ora, si è fornita solo una prima anticipazione. Il rapporto verrà completato in altri numeri del “Fermaglio”.

L’elemento che colpisce, comunque, è l’eccessiva variabilità che si registra tra una regione e l’altra. Questo fatto potrebbe essere la spia della presenza di un livello di inappropriatezza piuttosto marcato nel ricorso alle indagini diagnostiche, come molte volte ci viene ricordato da più fonti.

In conclusione, si può lamentare sin d’ora la assoluta mancanza di questo tipo di valutazioni da parte del SSR e di quello nazionale. Non essendo analisi particolarmente complesse la loro divulgazione potrebbe anche favorire una maggiore consapevolezza nei cittadini nel ricorrere alle prestazioni sanitarie in maniera meno consumistica.

Gianni Giovannini