Da anni assistiamo a un progressivo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, un processo che in Umbria, e in particolare a Terni, sta assumendo contorni preoccupanti. Per fare chiarezza sulle reali dinamiche in gioco, i nostri Federico Di Bartolo e Gianni Giovannini hanno pubblicato un’approfondita analisi sulla testata Cronache Umbre
L’articolo smonta, dati alla mano, la retorica politica che ruota attorno ai progetti dei nuovi complessi ospedalieri, svelando i veri costi economici e sociali che i cittadini si troverebbero a pagare.
Ecco i punti chiave dell’analisi:
- La sanità a pagamento: A livello nazionale, il sottofinanziamento pubblico costringe già i cittadini a sborsare 43 miliardi di euro all’anno di tasca propria per visite mediche e farmaci. Il diritto alla salute si sta trasformando in un lusso riservato a chi può permetterselo, mentre la politica continua a dirottare risorse verso il privato.
- La speculazione del Project Financing e i debiti milionari: Il tentativo, fortunatamente sventato, di costruire il nuovo Ospedale di Terni con fondi privati avrebbe garantito al costruttore un incasso di 1,2 miliardi di euro a fronte di soli 300 milioni di lavori, vincolando la sanità locale per decenni. Oggi, la nuova ipotesi di costruire due ospedali ex-novo (a Terni e Narni-Amelia) genererebbe un costo stimato tra i 600 e gli 800 milioni di euro. Un maxi-debito che porterebbe inevitabilmente a tasse più alte o a drastici tagli ai servizi.
- <>La nostra soluzione senza sprechi: Come Comitato, abbiamo dimostrato che è possibile usare i 128 milioni di euro (già stanziati dalla Regione) per riqualificare l’attuale Ospedale “Santa Maria”, dotandolo di 250 posti letto in più, senza contrarre nuovi debiti e senza interrompere le cure.
- Il mito dell’Ospedale di Narni e i letti vuoti: L’idea di spostare l’assistenza di base da Terni al futuro ospedale di Narni è smontata dai numeri reali. Oggi l’Ospedale di Narni ha il più basso tasso di utilizzo: ben 50 dei suoi 79 posti letto rimangono sistematicamente vuoti in un anno. Terni, invece, fa da ospedale di base per oltre 100.000 residenti: “mutilarlo” significherebbe costringere quotidianamente migliaia di cittadini a una migrazione sanitaria forzata.
Il rilancio della nostra sanità non passa da faraonici progetti immobiliari a debito, ma dalla riqualificazione delle strutture esistenti e dall’assunzione di medici e infermieri.
👉 Vi invitiamo a leggere l’articolo integrale per comprendere a fondo i rischi che corre la nostra città.
Informarsi è il primo passo per difendere il nostro diritto alla salute. Condividete l’articolo e sostenete la battaglia del Comitato!